«Aggredito alle spalle, non sono razzista»

10 Giugno 2017

Parla il commerciante: «Lui libero, io perderò l’occhio». Gli avvocati chiedono una misura cautelare per il pugile ivoriano

TRASACCO. «Mi ha assalito alle spalle e non ho avuto il tempo di difendermi. Sono stato picchiato con un tirapugni e al 99% perderò la vista da un occhio. Lui è libero. Non ho pronunciato offese razziste. Ci sono quaranta persone pronte a testimoniarlo e chi mi conosce sa che in passato io e la mia famiglia abbiamo aiutato sempre gli immigrati».
Pietro Babusci è il commerciante di Trasacco aggredito giovedì mattina in paese. Si trova ricoverato nel reparto di oculistica dell’ospedale di Avezzano. Accanto a lui c’è il fratello Gino. Entrambi sono provati per quanto accaduto.
L’aggressore, Michael Elie Boagnon, 28 anni, pugile dilettante della Costa d’Avorio, è stato denunciato per lesioni gravi. Babusci, che a Trasacco gestisce un’attività in via Baronio, deve rispondere di minacce e ingiurie a sfondo razziale. A quest’ultimo i carabinieri, agli ordini del luogotenente Armando Croce, hanno sequestrato due fucili da caccia.
Il commerciante avrebbe vantato un credito di alcune centinaia di euro da una donna, futura cognata del pugile. Mercoledì c’era stato un primo diverbio, al quale avevano posto fine i militari dell’Arma. Il giorno dopo l’aggressione nei pressi di un bar in centro.
«Mio fratello aveva appena accompagnato i figli a scuola», racconta Gino Babusci, «quando questa persona lo ha aggredito alle spalle, davanti a diversi testimoni. Gli ha sferrato un pugno dietro alla nuca, con un tirapugni, come emerge anche dal referto dell’ospedale. Perderà un occhio e la persona che lo ha picchiato se ne va in giro per Trasacco. È un fatto inaudito. Come è assurda l’accusa di razzismo. Il giorno prima dell’aggressione c’era stato un diverbio e a mio fratello era stato rotto un telefono cellulare. Quell’uomo lo ha anche minacciato di morte, mimando il gesto di un coltello a tagliare la gola. Mio fratello si trovava sotto i ferri in ospedale e i carabinieri sono venuti a sequestrare i fucili da caccia. Siamo una famiglia benestante che ha aiutato sempre i tanti marocchini che vivono in paese. Anche la comunità di extracomunitari può testimoniarlo senza alcun problema e se mio padre va in Marocco lo portano in giro su un trono in oro. Nel negozio molti immigrati possono fare la spesa a credito, rateizzando i pagamenti, e mai ci sono stati problemi in passato. Non è vera neanche la storia di mio fratello che avrebbe cercato di farsi giustizia da solo».
La famiglia Babusci è assistita dagli avvocati Roberto Verdecchia e Stefania De Simone.
I legali, oltre a presentare una denuncia, chiederanno al pubblico ministero l’adozione di misure cautelari nei confronti del pugile. (r.rs.)
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