Aggredì una disabile, va a processo
Nei guai un’imprenditrice. Il suo legale: «Grandissima ingiustizia»
SULMONA. Sarebbe intervenuta nei confronti di donna portatrice di disabilità che si era introdotta nel piano interrato della palazzina di sua proprietà con un elettricista per verificare se in un appartamento dello stabile vi fosse energia elettrica. Dallo scontro prima verbale poi fisico, sarebbe nata una violenta colluttazione al termine della quale la donna disabile sarebbe finita in ospedale con una prognosi di trenta giorni.
Con l’accusa di lesioni aggravate l’imprenditrice 38enne di Castel di Sangro, F.S., è stata rinviata a giudizio al termine dell’udienza preliminare che si è tenuta ieri mattina davanti al giudice Daniele Sodani. La prima udienza del processo è stata fissata al prossimo 29 settembre. Ma secondo l’imputata, la presunta vittima si sarebbe inventata ogni cosa ribaltando a suo favore un fatto per il quale doveva essere lei a finire sotto processo per violazione di domicilio, ingiurie e danneggiamento.
Una vicenda che il difensore dell’imputata, l’avvocato Pietro Savastano, ha definito kafkiana.
«Contestiamo l’addebito che ci è stato rivolto», afferma il legale castellano, «perché siamo stati noi vittima della violenza della signora, con una violazione di domicilio, con il danneggiamento del quadro elettrico del palazzo di proprietà della famiglia della mia assistita, con le botte prese e non date e ora con il processo. Non è vero che la parte offesa abbia subito le lesioni che lamenta, come risulta dalle nostre indagini difensive che faremo valere in processo. Si tratta di una grandissima ingiustizia».
I fatti fanno riferimento al mese di gennaio 2018. (c.l.)
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