Aggregato commissariato, lo stop del Tar

15 Dicembre 2022

Ricostruzione lenta: accolto il ricorso dei proprietari, i giudici annullano il provvedimento del Comune

L’AQUILA. Il Tar, con una sentenza pubblicata ieri, ha annullato un provvedimento del Comune dell’Aquila che commissariava un grosso aggregato (il contributo riconosciuto è oltre 5 milioni di euro) nel centro storico, non lontano dalla chiesa di San Domenico e dalla sede della Corte dei Conti. A fare ricorso sono stati i proprietari che dopo quasi 14 anni dal sisma – e una serie di problematiche (tra cui la presenza di cavità ipogee) che hanno complicato l’iter – ancora non vedono l’avvio del cantiere. Il commissariamento era stato deciso dal Comune per “inerzia” del Consorzio che è uno dei motivi che può giustificare un provvedimento tanto drastico. I proprietari nel ricorso hanno invece dimostrato che non c’è stata inerzia e che i ritardi che pure esistono, sono dovuti a difficoltà oggettive. La sentenza letta integralmente è una sorta di “vademecum” che spiega meglio di mille discorsi perché in città e nelle frazioni dopo più di un decennio (il Consorzio che ha fatto ricorso è stato costituito nel 2011) ci sono ancora aggregati fermi al 6 aprile del 2009. Un elenco di passaggi e di stop and go da “brivido”. Il Tar, in estrema sintesi, ha accolto il ricorso perché ha accertato che «il procedimento di commissariamento avviato con la diffida si è estinto per l’impulso dato dal Consorzio all’attività di ricostruzione dell’aggregato. Secondo il Disciplinare per il commissariamento degli interventi di ricostruzione privata» continua il Tar «il potere sostitutivo può esercitarsi previo accertamento dell’inerzia degli organi del Consorzio e dopo quindici giorni dalla successiva diffida ad adempiere gli interventi di competenza. Nel caso in decisione la sequenza degli adempimenti degli organi Consorzio esclude che vi sia stata inerzia». (g.p.)