Aggressione razzista: a processo

13 Dicembre 2022

Giovane celanese accusato di aver ferito al volto un palestinese durante una rissa

CELANO. Svolta nel processo a carico di Franco D’Apice, 24enne di Celano accusato di aver messo in atto un’aggressione a sfondo razziale nei confronti di A.E.H., un giovane palestinese originario della Giordania, durante una rissa dell’ottobre 2020 avvenuta sotto il castello di Celano, sfregiandolo. È stata accolta la perizia medico legale, visto che la questione è giuridicamente delicata. Infatti lo sfregio subìto dal cittadino palestinese ricade nel cosiddetto “codice rosso”, che prevede norme particolarmente repressive adottate nel 2019 dal legislatore. L’imputato, che ha chiesto e ottenuto tramite il suo legale, Emilio Amiconi, il rito abbreviato condizionato, si è sempre professato innocente, anche se rimase a lungo agli arresti domiciliari. Le testimonianze emerse sono contrastanti, e ora è stata ammessa la consulenza tecnica d’ufficio che dovrà accertare l’esistenza o meno dello “sfregio facciale”.
Secondo la difesa non ci sarebbero i presupposti per quel tipo di reato. La perizia è stata affidata al dottor Mei di Roma. I fatti avvennero nel mese di ottobre del 2020 durante una rissa che coinvolse ragazzi di Celano e stranieri residenti in città. Secondo l’accusa, dopo la lite la vittima era stata minacciata con l’invio di una serie di messaggi sul cellulare: l’autore dei messaggi si diceva pronto a dargli fuoco, etichettandolo più volte con il termine: «Romeno di m...». Aveva inoltre scritto che avrebbe dato fuoco anche alla sua famiglia. È stata quindi riconosciuta l’aggravante prevista per reati commessi con le finalità di discriminazione etnica, razziale o religiosa.
L’imputato ha sempre sostenuto di non esser stato lui l’autore della lesione, causata da una bottiglia di birra. Ora dovrà comparire davanti al giudice del tribunale di Avezzano, Maria Proia e al pubblico ministero Luigi Sgambati il 29 gennaio. (p.g.)