Agguato all’ex carabiniere, un arresto

13 Aprile 2016

Giovane accusato di avere ferito a fucilate il militare in congedo. Il movente: voler fermare la relazione con l’amante

MAGLIANO DE’ MARSI. Lui, lei e un altro. Alla fine dell’indagine lui, accecato dall’ira e dalla gelosia, finisce in carcere, accusato di tentato omicidio. Lei, l’amante, torna dal marito. L’altro vuole dimenticare in fretta la storia, cominciata il primo novembre dell’anno scorso con un attentato incendiario e con due fucilate che lo avevano spedito in ospedale.

Daniele Luce, 28 anni, residente a Sant’Anatolia di Borgorose, al confine tra la Marsica e il Reatino, è stato arrestato con le pesanti accuse di tentato omicidio aggravato e premeditato, porto abusivo di armi da fuoco e fabbricazione di ordigni esplosivi. Il gip Maria Proia ha firmato il provvedimento al termine di un’indagine durata quasi sei mesi. Iniziata dai carabinieri di Tagliacozzo e da quelli del Nucleo investigativo dell’Aquila all’indomani del ferimento di Raimondo Di Lorenzo, ex brigadiere dei carabinieri in congedo. Il pensionato, nella notte fra il primo e il 2 novembre 2015, era stato vittima di un attentato a Magliano de’ Marsi. Un uomo aveva lanciato tre ordigni rudimentali contro il portone della sua abitazione. Palle per gli addobbi natalizi riempite di benzina. Un metodo artigianale per attirare fuori dall’uscio Di Lorenzo, prima di sparare. Due i colpi esplosi con un fucile: il primo caricato a pallini che ha centrato l’ex carabiniere al volto, ferendolo, l’altro andato a vuoto. Il secondo colpo era a pallettoni, di quelli per la caccia grossa, che hanno mancato il bersaglio per un soffio. Di Lorenzo è stato ricoverato in ospedale e ascoltato dai carabinieri. E qui sono iniziati a emergere i contorni di questa storia. Secondo gli investigatori, agli ordini del capitano Edoardo Commandé della compagnia di Tagliacozzo, da un paio d’anni Luce aveva una relazione con una donna di Magliano, sposata. Donna che aveva anche un’amicizia con Di Lorenzo, considerato come un padre (sono le sue dichiarazioni quando è stata ascoltata in caserma). L’ottobre scorso Di Lorenzo e l’indagato si erano incontrati in un bar di Magliano, come accertato dai carabinieri della stazione di Magliano, diretta da Gabriele Di Giosia.

Di Lorenzo avrebbe cercato di convincere Luce ad abbandonare la relazione extraconiugale, quasi a voler proteggere la donna. Ma da quanto emerge nell’ordinanza del pm Maurizio Maria Cerrato, l’ex carabiniere avrebbe iniziato ad avere anche un atteggiamento morboso e geloso verso la donna, tanto da pedinarla fino a Roma. Lui le aveva detto di averlo fatto per proteggerla. Protezione che però poteva costargli la vita. Perché, sempre in base alle accuse, Luce era infastidito da tante attenzioni e si è vendicato.

A tradirlo una conversazione intercettata dai carabinieri del luogotenente Marco Romano, a capo del nucleo operativo di Tagliacozzo: «Lo sai perché? Lo sai perché non se so fermati gli sbirri? Perché c’hanno paura che ce sparo... ho sparato a ’no maresciallo...». Dalle immagini delle telecamere dell’abitazione dell’ex militare, inoltre, si vede fuggire una Renault Megane Scenic di colore nero. Come quella posseduta da Luce.

Ieri mattina, in casa dell’arrestato i militari hanno trovato e sequestrato una scacciacani con 55 colpi. Il fucile è sparito.

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