Aglio rosso di Sulmona, cresce l’export

Ma nel 2017 produzione scesa del 30%. Il Consorzio: «Lavoriamo per contrastare l’abusivismo»
SULMONA. Scende la produzione totale, ma aumentano i produttori e l’export all’estero. Continua a fare da traino al mercato dei prodotti tipici l’aglio rosso di Sulmona celebrato nel tradizionale convegno all’Abbazia e celestiniana.
Appuntamento che anticipa la sagra di Campo di Fano in oggi e domani.
Sono oltre 110 gli ettari coltivati nel 2017 da 77 agricoltori, sette in più rispetto all’anno prima, per una produzione che supera i 525 quintali e i 420mila euro di fatturato. Il clima ballerino ha condizionato l’annata, che non è andata benissimo sul fronte della produzione, che è scesa del 30% rispetto al 2017 dopo un fine inverno molto caldo e un fine maggio con piogge che hanno condizionato la raccolta. Le vendite, però, sono andate molto bene e non sono mancati gli ordini dall’estero: nei mesi scorsi sono stati richiesti ben 1.500 quintali dal Canada. «Un’annata top a livello commerciale, tant’è che non riusciamo ad assecondare tutti gli ordini», dice Stefania Baldassarre, presidente del Consorzio aglio rosso, «in più stiamo lavorando per contrastare l’abusivismo con il percorso della Dop, mentre è arrivato il logo aziendale per l’aglio rosso alla Camera di commercio». Tra le novità del convegno organizzato dalla Pro loco, aperto dai saluti istituzionali del sindaco di Prezza, Marianna Scoccia, e dall’assessore comunale di Sulmona, Stefano Mariani, le ricerche di tracciabilità dell’aglio rosso a cura di Angelo D’Archivio, docente di chimica analitica all’Università degli studi dell’Aquila.
«Con metodi di analisi chimica e con appropriata analisi statistica si può ad esempio riconoscere l’aglio rosso di Sulmona da quello della conca aquilana», spiega il professore, sottolineando la necessità di «individuare un riferimento normativo per il riconoscimento del prodotto sul mercato». Continuano i rapporti commerciali con l’estero, oltre al Canada, soprattutto con Australia, Stati Uniti e Santo Domingo, grazie alla vendita online. La nuova frontiera del mercato globale si misura con agricoltori 2.0, con una zappa in una mano e lo smartphone nell’altra per rispondere agli ordini online.
“Mister aglio rosso”, come lo chiamano gli addetti ai lavori, si è riciclato nel corso dei secoli, rischiando l’estinzione nel 2001 ma confermandosi oggi il miglior prodotto in commercio, che finisce nei menù dei ristoranti più blasonati di tutto il mondo, come garanzia di qualità e conservazione.
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