Agricoltori, appello a D’Alfonso

27 Gennaio 2018

Gasbarro: il governatore non si candidi, resti per affrontare i problemi del nostro settore

AVEZZANO. Luciano D’Alfonso pronto a spiccare il volo verso l’aula di Palazzo Madama, Confagricoltura, preoccupata per le ripercussioni negativi sull’agricoltura abruzzese, lancia un accorato appello al Governatore: «Per avere certezza, che ancora ci sia un’opportunità per salvare l’agricoltura dal disastro, resti in Regione».
Concezio Gasbarro, presidente regionale di Confagricoltura, invita D’Alfonso a restare alla guida dell’Abruzzo, «facendo recuperare alla politica il ruolo e la funzione del dialogo, con unico discrimine il merito delle scelte, altrimenti la crisi irreversibile per questo comparto è segnata e produrrà i suoi effetti anche nelle prossime programmazioni». Operazione che per Confagricoltura dovrebbe viaggiare sui binari del confronto fattivo e senza delegare ad altri, i burocrati, le scelte politiche. «La nostra Confederazione», sottolinea il presidente, «mai si è posta in termini corporativi ma solo di concretezza nel condividere, con l’azione politica, momenti di partecipazione nel trovare risposte alle esigenze degli agricoltori. Spesso, però, la politica si è arresa alle ragioni ideologiche, rinunciando volontariamente al governo dell’economia agricola e delegandone la funzione alla tecnocrazia regionale. Noi continuiamo a chiedere investimenti coraggiosi, tali da dare respiro al sistema produttivo, ma le risposte avute sono solo applicazioni econometriche settoriali e carenti della necessaria visione d’insieme nella gestione di piani complessi come lo Sviluppo eurale».
L’invasione di campo di Confagricoltura nasce da una riflessione sui contenuti dell’ultimo Tavolo Verde «che», sottolinea Gasbarro, «ci lascia decise preoccupazioni per il futuro di un comparto vitale per l’economia dell’Abruzzo». Confagricoltura, quindi, chiede a D’Alfonso di rinunciare al Parlamento per ridare centralità alla politica regionale e impostare politiche di lungo respiro, oltre che per dare risposte concrete ed efficaci alle tante questioni sul tappeto, «non ultime quelle legate al pieno espletamento degli iter procedurali necessari all’utilizzo delle risorse del Master Plan, soprattutto per i progetti irrigui del Fucino e per i centri di ricerca agricoli». Per non parlare delle «norme necessarie per affrontare il grave problema e gli incontenibili danni alle persone e alle colture causati dall’incontrollata espansione della fauna selvatica. Esiste uno spirito del tempo e noi intendiamo rispettare le sue scelte», conclude l’accorato appello di Concezio Gasbarro a Luciano D’Alfonso: «Non le offriremo una exit strategy dall’impasse delle circostanze, ma per avere certezza che ancora ci sia un’opportunità per salvare l’agricoltura abruzzese dal disastro, le manifestiamo la nostra considerazione affinché resti in Regione».
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