Agroalimentare, un progetto da 12 milioni

9 Febbraio 2022

Il Consorzio di ricerca unico passa la fase 2 di un bando per la creazione di ecosistemi innovativi

AVEZZANO. Il Consorzio di ricerca unico d’Abruzzo (Crua) di Avezzano è stato ammesso alla fase 2 del progetto per la creazione di ecosistemi di innovazione nel Mezzogiorno. In ballo ci sono 12 milioni di euro dell’Agenzia per la coesione territoriale con cui il partenariato, composto da Regione Abruzzo, Comune di Avezzano, Università degli studi di Teramo, Istituto Zooprofilattico di Teramo, Polo agire e Consorzio Itqsa, punta a riqualificare e rifunzionalizzare il sito e rilanciare la ricerca in ambito agroalimentare. L’obiettivo è creare una realtà di assoluta eccellenza nel cuore dell’Abruzzo che dia nuova vita al Crua proiettandolo nel ruolo di centro di ricerca più importante nel raggio di 500 chilometri nel settore agroambientale. Il Crua è tra i 177 aspiranti ammessi alla seconda fase. Bisognerà attendere il 25 marzo per sapere se la proposta del partenariato salirà sul podio degli interventi finanziati. La notizia ieri è stata al centro di un incontro al Comune di Avezzano, tra l’amministratore unico del Crua Rocco Micucci, il sindaco facente funzione di Avezzano Domenico Di Berardino, il dirigente ai lavori pubblici Antonio Ferretti e l’assessore all’Agricoltura Patrizia Gallese. I nuovi fondi permetterebbero al Consorzio di ricerca di via Pertini di diventare un sito strategico per la creazione e la diffusione di innovazione tecnologica grazie ad una struttura completamente rinnovata e con l’aggiunta di un incubatore d’impresa in cui le aziende potranno condividere spazi, attrezzature informatiche, servizi di sviluppo del business, attrezzature ad alta valenza tecnologica e conoscenze consolidate nel settore agroambientale. Una svolta nel segno dell’innovazione e dell’apertura di nuovi mercati per un territorio a vocazione agricola come la Marsica. Nel dettaglio, la proposta progettuale prevede l’acquisto di attrezzature scientifiche per la ricerca operativa nel settore della valorizzazione degli scarti e sottoprodotti della produzione per le componenti di interesse nutrizionale o salutistico, ma anche per operare nella riduzione dell’inquinamento ambientale attraverso la produzione di microrganismi e biomolecole per applicazioni agronomiche o per il monitoraggio delle acque potabili e da irrigazione o per la prevenzione della contaminazione da sostanze nocive.Tra gli ambiti di azione anche il settore della qualità degli alimenti e del benessere ambientale. «Un vero e proprio volano per le imprese della regione che potrebbero contare su un significativo vantaggio tecnologico e competitivo e dell’occasione, attesa da tempo, di rimettere in gioco e stabilizzare i ricercatori del Crua e far crescere tutte le risorse umane del partenariato», afferma l’assessore regionale all’Agricoltura Emanuele Imprudente. «Il lavoro di squadra con Regione e Crua ci permettono di sperare in una nuova fase nella vita del centro di ricerca, con riflessi fondamentali sull’occupazione nel nostro territorio», conclude l’assessore Gallese. (f.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .