Agromafia, nel rapporto 2015 confermato l’allarme Fucino

AVEZZANO. C’è anche la Marsica nel terzo rapporto Agromafie 2015 elaborato da Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare. Il Fucino, meglio...
AVEZZANO. C’è anche la Marsica nel terzo rapporto Agromafie 2015 elaborato da Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare.
Il Fucino, meglio noto come l’orto d’Italia, è da tempo nel mirino della malavita per fenomeni come il caporalato o la vendita di insalate, il cui prezzo viene triplicato prima di finire sul mercato. Non ci sono dati, ma solo l’indicazione di un’area sempre più terreno fertile per le infiltrazioni mafiose.
«Non è solo la Marsica ma l’intero territorio», ha commentato il direttore di Coldiretti L’Aquila, Massimiliano Volpone, «purtroppo dove le economie sono più sviluppate queste organizzazioni trovano più spazio. Non abbiamo riscontri oggettivi per dire che un territorio è più colpito rispetto ad altri. Ma a tutt’oggi nessuna zona è indenne. Ci sono delle aree dove sistemi malavitosi si sono impossessati dell’agricoltura, altre delle produzioni».
Oltre a questi mali che, anche se ormai noti, non riescono a essere estirpati ci sono anche altri aspetti negativi nel rapporto Agromafie che riguardano il food. «Vengono prodotti falsi made in Italy», ha continuato il direttore, «soprattutto nei settori dell’olio e del latte. Tanti prodotti non rispettano parametri di legge e poi vengono venduti con denominazioni comuni. Questi meccanismi spesso sono in mano ai malavitosi e arrecano danni sia al consumatore sia al contadino del territorio. C’è tanta preoccupazione e noi come organizzazione portiamo avanti battaglie per le legalità e la trasparenza per far sì che tali aspetti emergano e vengano puniti con pene certe. In modo tale che queste aziende e queste persone non possano più agire e arrecare danni alla comunità».
Eleonora Berardinetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA

