Aied, progetti nelle scuole e un’app sulla sessualità

11 Marzo 2021

L’AQUILA. Tanti progetti e un’app gratuita per i ragazzi. Sono le iniziative messe in campo dall’Aied, tramite il suo consultorio aquilano, allo scopo di sviluppare educazione sessuale e corretta...

L’AQUILA. Tanti progetti e un’app gratuita per i ragazzi. Sono le iniziative messe in campo dall’Aied, tramite il suo consultorio aquilano, allo scopo di sviluppare educazione sessuale e corretta conoscenza della contraccezione. Un argomento, quest’ultimo, che fino a cinquant’anni fa era reato. Il corso della storia è cambiato con la sentenza della Corte costituzionale, datata 10 marzo 1971, che ha abrogato l’articolo 553 del codice penale sui “delitti contro l’integrità e la sanità della stirpe”.
L’Aied, dunque, celebra la ricorrenza evidenziando risultati, progressi e limiti di una missione tutt’altro che compiuta. «Il consultorio collabora con diverse associazioni e Fondazioni del territorio», spiega Alessia Salvemme, presidente Aied L’Aquila, «per riempire il vuoto creato dalle scelte delle istituzioni. Siamo attive con diversi progetti a favore dei ragazzi e delle ragazze nelle scuole, dove portiamo l'educazione all'affettività e alla sessualità». L’azione divulgativa sfrutta anche nuove tecnologie e forme di comunicazione. «Abbiamo realizzato un’app gratuita per consentire ai ragazzi e alle ragazze, che ormai sappiamo essere sempre più propensi a informarsi online su certi temi, di ottenere informazioni precise e controllate dalle nostre professioniste e di rimanere sempre in contatto con noi, anche nei giorni in cui siamo chiuse», osserva la presidente, «inoltre, svolgiamo un’importante assistenza alle donne che desiderano una gravidanza, a quelle che vogliono evitarla, scegliendo i mezzi più opportuni e alle donne che desiderano interromperla volontariamente». Su educazione sessuale e procreazione consapevole l’Italia arranca, secondo l’Aied, nel panorama europeo.
«Pesano la mancanza di un sito internet istituzionale dedicato a una corretta informazione sulla contraccezione e si registra la quasi totale assenza di politiche di rimborso per l’acquisto di contraccettivi», rileva l’associazione, «l’accesso alla contraccezione dovrebbe rientrare tra i fondamentali diritti alla salute, ma il condizionale resta d’obbligo». Quella che l’Aied definisce «rivoluzione contraccettiva» in Italia resta in fase di compimento, con il 26° posto, sui 45 Stati dell’Europa geografica, nell’Atlas europeo del 2019 che misura l’accesso alla contraccezione. Risulta, tra l’altro, che l’89% dei ragazzi e l’84% delle ragazze ricerca online le informazioni di cui abbisogna intorno alla salute sessuale e riproduttiva. Circa il 60% della popolazione italiana fra 18 e 54 anni, però, fa uso di sistemi contraccettivi. «Preservativo e pillola sono i più diffusi», evidenzia l’Aied, «al terzo posto però c’è il coito interrotto secondo il rapporto 2019 stilato da Aidos, Associazione italiana donne per lo sviluppo».
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