Aielli, indagini sul furto dell’antico arco
Uno dei proprietari ufficializza la denuncia: «Sulla pietra la data 1888». Il sindaco ai ladri: «Pentitevi e restituitelo»
AIELLI. È scattata l’indagine dei carabinieri sul furto dell’antico arco in pietra ad Aielli. Uno dei proprietari dell’abitazione diroccata si è presentato nella caserma e ha formalizzato la denuncia. Il colpo risale a un mese e mezzo fa, ma nelle ultime ore è stato reso pubblico dal sindaco Enzo Di Natale.
Il portale in pietra si trovava in una casa dell’antico borgo rimasta in piedi dopo il terremoto del 13 gennaio 1915. Una zona disabitata del paese ed è questa la ragione che ha consentito ai ladri di agire indisturbati.
«Da mezzo secolo non ci abita più nessuno», ha confermato Antonio Curitti, uno dei proprietari dell’immobile, «la casa apparteneva al padre della mia bisnonna e sull’arco c’era impresso l’anno di costruzione, il 1888, una traccia possibile per la sua eventuale identificazione. La casa, come da documenti storici, fu pagata 400 lire e una capra. Sono uno dei tanti eredi: l’unico rimasto ad Aielli, ce ne sono diversi anche all’estero. Avevamo deciso di lasciare l’arco al suo posto in vista di una riqualificazione del vecchio borgo di Aielli. Parliamo di un’opera che non ha un grande valore economico, ma affettivo sì. È stato fatto uno sfregio al paese, anche se episodi simili avvengono o sono avvenuti anche in altri borghi».
Il sindaco Di Natale ha duramente condannato l’episodio. «Un furto che deturpa la parte più autentica del nostro borgo, una mutilazione orrenda al nostro patrimonio storico», ha affermato, «un bellissimo arco che stava lì da più di un secolo, a testimoniare la bellezza profonda delle nostre radici e che non ci sarà più. Una brutta ferita che lascerà un’eterna cicatrice. Spero vi cadrà in testa prima o poi e che il peso della storia, quella stessa storia che senza scrupolo avete staccato via, vi farà tanto male. Probabilmente, ma quasi sicuramente, non siamo noi a non comprendere ma voi ad essere ignoranti. Un ignorante appunto ignora, non conosce, non comprendere di aver privato alcuni cittadini del lascito dei propri antenati, e un intero paese della sua stessa storia. Di una sola cosa si ha certezza, quando qualcuno vedrà l’arco nel vostro locale, nella vostra villa, o in una semplice casa, e vi chiederà la storia di quel reperto, la bugia che di certo racconterete sarà al pari del vostro inqualificabile gesto».
Il caso dell’arco di Aielli ha varcato i confini abruzzesi, rilanciato da organi d’informazione nazionale.
«Rinnovo l’appello», ha aggiunto il sindaco Di Natale, «a chiunque è in grado di riconoscere l’arco, di contattare immediatamente me o i carabinieri. E poi mi appello ai malfattori, alle loro coscienze e chiedo loro di riconsegnarlo. Perché non è un furto qualsiasi, quell’arco è un pezzo della nostra identità, un pezzo del nostro futuro. È un grave colpo al patrimonio storico di Aielli. Ogni discorso di valorizzazione del borgo storico non può che passare dalle ricchezze architettoniche ereditare dai nostri antenati».
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