Aielli svela l’arte contro la mafia

Don Luigi Ciotti alla cerimonia, targa apposta sotto al murales di Laika dedicato al piccolo Di Matteo
AIELLI. Una giornata di commozione e riflessione quella di ieri ad Aielli, in occasione dello svelamento della targa apposta sotto al murales dedicato al piccolo Giuseppe Di Matteo, rapito da Cosa Nostra all’età di dodici anni, nel 1993, tenuto in ostaggio per 779 giorni e, pochi giorni prima del quindicesimo compleanno, assassinato per strangolamento e sciolto nell’acido su ordine del capomafia corleonese Giovanni Brusca.
Un murales che ritraeva il piccolo Giuseppe in sella al suo cavallo era stato realizzato da Laika, la Banksy italiana, sui muri nei pressi del supercarcere dell’Aquila dopo l’arrivo del boss Matteo Messina Denaro. L’opera però fu subito cancellata da ignoti. Da qui l’invito del sindaco di Aielli, Enzo Di Natale, di ospitare il murales nel suo “Borgo universo”. Ieri, alla presenza di don Luigi Ciotti, da anni in prima linea contro tutte le mafie, e del fratello del piccolo Giuseppe, Nicola Di Matteo, si è tenuta una cerimonia di intitolazione. Don Ciotti, nel corso del suo intervento, ha ribadito come al giorno d’oggi le mafie siano ancora più forti sottolineando la necessità di essere tutti responsabili. Ha sottolineato come il murales di Aielli sia diverso da tutti gli altri perché è «un’opera che urla e che tocca dentro». Ha evidenziato come l’arte può essere «uno strumento che graffia le coscienze e che può e deve essere utilizzato per sensibilizzare ognuno alle proprie responsabilità». Il fratello del piccolo Di Matteo ha affermato che quella uccisione è stata una sconfitta per la mafia perché «è nato un seme che ancora oggi grida vendetta».
Il terreno dove è stavo versato il liquido con l’acido che ha sciolto il piccoli Di Matteo oggi viene utilizzato per piantare un albero in ogni città, risalendo tutta l’Italia.
È intervenuta anche la sindaca di Altofonte, Angela De Luca, paese siciliano dove vive la famiglia Di Matteo.
Presente il senatore del Pd, Michele Fina, secondo cui «la presenza di Don Ciotti è un’eloquente dimostrazione dell’importanza dell’evento». Ha rivolto i complimenti a Enzo Di Natale, alla sua amministrazione e «a quanti ad Aielli hanno compreso fino in fondo le inesauribili possibilità della cultura, capace di rigenerare territori e comunità, di essere formidabile vettore civile e sociale, di trasmettere con l’efficacia, l’immediatezza, la profondità dell’arte, i messaggi più importanti, le testimonianze più fondamentali. La storia che ricordiamo oggi è una di queste, la lotta alle mafie è un impegno da rinnovare giorno per giorno».
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