«Aiuti all’occupazione nel cratere»
Martino (FI): tutela del territorio e difesa dei tribunali minori
L’AQUILA. La sospensione dei piani sanitari delle regioni interessate dagli eventi sismici dell’Aquila del 2009 e di quelli del Centro Italia del 24 agosto, 30 ottobre 2016 e 18 gennaio 2017, in particolare con la proroga da 48 a 72 mesi della chiusura e del depotenziamento di alcuni presìdi ospedalieri all’interno del cratere del terremoto e nelle immediate vicinanze, tra cui Tagliacozzo e Sulmona. L’istanza è contenuta in uno degli emendamenti presentati dal deputato abruzzese Antonio Martino (FI), nell’ambito del decreto terremoto approvato dal governo precedente, in attesa di cominciare l’esame del parlamento. Il declassamento dei presìdi sanitari è stato stabilito dal commissario alla sanità, Luciano D’Alfonso, nel periodo, chiuso lo scorso anno, in cui la regione è stata sottoposta al piano di rientro da parte del governo nazionale per il deficit sanitario.
L’altro emendamento, invece, riguarda le misure per la salvaguardia dei livelli occupazionali nelle zone colpite dai terremoti attraverso un meccanismo di obbligo all’ente appaltante di introdurre negli avvisi o bandi, nei criteri di aggiudicazione dell’offerta, “tra le caratteristiche sociali l’apertura e/o il mantenimento di sedi operative occupanti almeno il 10% del personale complessivo utilizzato per i lavori e servizi appaltati.
«Sono misure che devono essere considerate perché attengono ai servizi sanitari e all’occupazione nelle zone terremotate che, a dispetto dei fondi ingenti per la ricostruzione, sono in difficoltà e alla ricerca della ricetta per porre le basi per il rilancio», spiega Martino. Il parlamentare aveva già presentato un emendamento riguardante la vicenda delle tasse sospese dopo il sisma dell’Aquila a imprese e partite Iva e poi richieste dalla Commissione europea che considera le somme aiuti di stato.
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