Ajraldi: «Progetto alternativo sul Corso»

20 Febbraio 2018

Sottoservizi, il presidente della Gsa promette un’opera meno impattante per accorciare i tempi

L’AQUILA. «Mi assumerò la responsabilità di declassare l'infrastruttura nel tratto di corso Vittorio Emanuele interessato dai recenti ritrovamenti archeologici. Stiamo predisponendo un progetto alternativo, che verrà presentato in settimana alla Soprintendenza ai beni architettonici e al Comune». Il presidente della Gran Sasso Acqua, Fabrizio Ajraldi, risponde così alla levata di scudi dei commercianti del centro, che lamentano ritardi nell’esecuzione dei lavori per il passaggio dei sottoservizi.
«È l’unico modo per accorciare i tempi», sottolinea Ajraldi che ha dato mandato agli uffici tecnici della stazione appaltante di valutare un’infrastruttura meno impattante, ma con le stesse performance del tunnel, per collegare l’area tra piazza Regina Margherita e piazza Battaglione alpini. Qui, i ritrovamenti hanno comportato il fermo dei lavori, con il cantiere bloccato da giorni. Secondo le prime ipotesi, potrebbe trattarsi della vecchia via del Picchio che collegava il monastero di San Basilio con piazza Regina Margherita e, più giù, con la zona del vecchio ospedale. «Stiamo cercando una soluzione per far ripartire, al più presto, il cantiere», afferma Ajraldi, «sono in contatto costante con la Soprintendenza nella consapevolezza delle difficoltà che i commercianti si trovano ad affrontare. Ma va detto che il rientro delle attività in alcune zone centralissime è avvenuto in modo disordinato e incompatibile con il procedere dei lavori. È mancato, nel momento in cui si è deciso di far rientrare i residenti in centro e riportarvi i negozi, il coordinamento della politica: tutto è stato demandato alla Gsa che, da sola, non ha gli strumenti per regolamentare questo processo». Ma cosa accadrà adesso? «L’estate scorsa», afferma, «il Comune ha licenziato un provvedimento, tuttora vigente, che pospone il rientro in alcuni aggregati del centro al passaggio del tunnel dei sottoservizi. In pratica, stiamo riparametrando il cronoprogramma sulla base delle esigenze degli aggregati riconsegnati». Il presidente della Gsa conferma che «anche con il declassamento del tunnel in quel tratto, i tempi di realizzazione non saranno immediati, ma stiamo lavorando perché il disagio venga ridotto al minimo», dice. «Incontrerò gli esercenti, insieme all’assessore Piccinini, per trovare delle convergenze. L’azienda sta combattendo su più fronti: c’è la questione del Gran Sasso con i lavori per mettere in sicurezza la rete di captazione delle acque rispetto alle “interferenze” dell’autostrada e dei Laboratori di fisica nucleare».
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