«Al buio le strade intorno a Palazzo Camponeschi»

10 Novembre 2018

L’AQUILA. «È comprensibile che non si riesca a garantire l’illuminazione nella parte del centro storico da ricostruire, ma il buio che avvolge le strade limitrofe a Palazzo Camponeschi, da qualche...

L’AQUILA. «È comprensibile che non si riesca a garantire l’illuminazione nella parte del centro storico da ricostruire, ma il buio che avvolge le strade limitrofe a Palazzo Camponeschi, da qualche settimana tornato a essere sede del Rettorato, è demoralizzante per tutti quei dipendenti dell’Università che sono tornati a lavorare in centro storico». Lo afferma il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Stefano Palumbo.
«Ogni aquilano è consapevole», dice, «che dovrà convivere ancora per qualche anno con i disagi di una città in ricostruzione, ma vi sono interventi che vanno garantiti per dignità e regole che vanno stabilite per una migliore e più civile convivenza. Il tratto di strada che porta dalla rinata sede dell’Università a piazza Palazzo ha bisogno di illuminazione, per la sicurezza delle persone che vi lavorano e la frequentano, al pari di quelle che animano lo splendido Palazzetto dei Nobili. L’amministrazione potrebbe illuminare il tratto temporaneamente dalle pareti del cantiere di Palazzo Margherita, concordare con i proprietari di Palazzo Pica Alfieri un sostegno per mantenere accese le illuminazioni esterne fino a una certa ora, o trovare ancora soluzioni diverse, impossibile però che non intervenga in tal senso».
«Necessario», prosegue, «sarebbe affrontare e regolamentare, in attesa di un’auspicata ma ancora lontana pedonalizzazione del centro, l’utilizzo dei parcheggi presenti lungo le strade che oggi, invece, vengono occupati in larga parte e per quasi tutta la giornata dai mezzi utilizzati dai lavoratori impegnati nei cantieri della ricostruzione; non esistono poi, se non in piazza Duomo, stalli dedicati a persone disabili».
«La risoluzione di questi, come di tanti altri piccoli dettagli che comportano disagi quotidiani a tutti gli utenti che a vario titolo vivono il centro», conclude, «è l’unica risposta per ribaltare la percezione di incuria e di anarchia diffusa tra gli aquilani».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.