Al clochard tolta la tenda della Protezione civile

L’AQUILA. «È una vergogna per questa città. Un senzatetto che staziona da mesi nel piazzale di Centi Colella. Ed è diventata talmente strutturata la posizione di questo sfortunato, che la Protezione...
L’AQUILA. «È una vergogna per questa città. Un senzatetto che staziona da mesi nel piazzale di Centi Colella. Ed è diventata talmente strutturata la posizione di questo sfortunato, che la Protezione civile locale aveva montato una tenda per isolarlo in questo periodo di epidemia. Ora sembra che la “quarantena” sia finita, perché ieri è stata smontata la tenda della Protezione civile e montata una piccola canadese. Hanno portato via anche il bagno chimico».
Chiunque passa davanti agli impianti sportivi di Centi Colella, proprio di fronte alla Statale 17 c’è una tenda canadese con un clochard, come lo chiamerebbero a Parigi. E da mesi nessuno riesce a trovargli una sistemazione dignitosa. Ieri mattina è stato anche sorpreso dal presidente del Cus, Francesco Bizzarri, mentre provava a entrare nel PalaJapan, ancora in costruzione (uno delle tante incompiute a undici anni dal sisma).
E proprio grazie al buon cuore di Bizzarri e del presidente del Museo Vecchio Cuore Neroverde (l’impianto di Centi Colella è gestito in parte dal Cus L’Aquila e in parte dalla Polisportiva L’Aquila Rugby) Luigi Cerroni, che il senzatetto riesce a utilizzare il bagno e una fontana con un pilozzo sotto alle tribune del campo da rugby.
«Io vado tutti i giorni e gli lascio aperto anche il campo così può fare una passeggiata “nel verde”», dice Cerroni. «Abbiamo lasciato aperto anche l’accesso dove può utilizzare i bagni e una fontana per lavarsi». Ma è fuori di dubbio che si tratta di una vergogna cittadina, non tanto per il decoro dell’Aquila, quanto per il fatto che le istituzioni, a qualsiasi livello, possano permettere che una persona viva in quel modo, dormendo in una tendina canadese, davanti al passaggio di tutti e utilizzando dei cartoni come mobili e delle ciotole per consumare i poveri pasti che gli vengono forniti da qualcuno di buon cuore.
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