«Al lavoro anche la domenica»

Il sindaco in Comune già dalle 7.30: «E il mio staff dovrà essere operativo 7 giorni su 7»
L’AQUILA. Staff quasi definito, giunta pronta entro venerdì e il 17 luglio la nomina del nuovo presidente della Gran Sasso Acqua. Intanto, bisogna pensare alle scadenze imminenti: il Festival della partecipazione che si apre domani, il cartellone della Perdonanza, le scuole e le Fontari. Tra una riunione e l’altra il sindaco, Pierluigi Biondi, inserisce a ritmo serrato incontri con i dirigenti e con i cittadini, quasi tutti in fila per una richiesta urgente, un problema da risolvere, una lamentela. Incontriamo il sindaco alle 15.30, a palazzo Fibbioni, di ritorno dalla riunione in Regione sul progetto ferroviario L’Aquila-Roma. Non ha pranzato. «Come sempre da quando mi sono insediato», dice. Sul tavolo delibere, carte da firmare, comunicazioni. Nello studio nulla è cambiato: tutto come nell’era Cialente. «Non ho avuto neanche il tempo di portare una foto di mia moglie Elisa e di mia figlia Nina», spiega Biondi, a cui la pittrice Lia Garofalo ha promesso un ritratto.
COMUNE TRITACARNE. «Le cose da fare sono tantissime. Mi sono insediato il 28 giugno e non ho ancora avuto il tempo di prendere fiato. La priorità, in questo momento, è lavorare», dice Biondi, «non avendo ancora la giunta, che sarà completata entro venerdì, ho dovuto fare tutto da solo, ma i problemi da affrontare sono tantissimi. Il Comune è un tritacarne. La criticità maggiore è nell’organizzazione interna: con le sedi separate, i dirigenti e le carte viaggiano da una parte all’altra, con un grande dispendio di tempo ed energie. Dobbiamo capire cosa fare, ma non posso mettere troppa carne al fuoco. È bene procedere per gradi».
STAFF E GIUNTA. Tempi stretti, anzi strettissimi. Lo staff del sindaco sarà delineato a giorni, quando Beatrice Di Marco e Giorgi Alessandri, i due collaboratori di Biondi, che lo hanno seguito come ombre in campagna elettorale, organizzando in modo capillare ogni evento e comunicazione, scioglieranno le riserve. «Ho chiesto ad entrambi di seguirmi a palazzo Fibbioni. Vedremo se accetteranno», dice Biondi, «sono stato chiaro sull'impegno e sul lavoro che si prospetta e sui tempi che non sono certo quelli di un impiegato d’ufficio. Entro venerdì comunicherò anche la composizione della giunta». Come anticipato dal Centro, la poltrona di vicesindaco andrà al più votato in assoluto, il forzista Guido Liris, mentre per la presidenza del consiglio comunale è in corsa Roberto Tinari. Biondi intende mantenere per sé la delega pesante della ricostruzione. «Me ne sono occupato a lungo come sindaco di Villa Sant’Angelo, conosco le norme e le criticità», afferma, «penso sia la soluzione migliore». In settimana verrà comunicato anche il nome del nuovo capo di gabinetto, per adesso top-secret, anche se in pole position figura Carla Mannetti che, però, in tal caso dovrebbe dimettersi da consigliere.
ALTRO CHE FASCIA TRICOLORE. «Fare il sindaco non significa solo amministrare o indossare la fascia tricolore. Oltre ad incontrare i cittadini e ascoltare le loro esigenze voglio amministrare, studiare le carte», sottolinea Biondi, «oggi è in programma una riunione sulle scuole, che hanno la priorità assoluta perché dobbiamo capire se ci sono edifici poco sicuri e, nell’eventualità, valutare il trasferimento dei ragazzi. Domani inizierà il Festival della partecipazione, che coinvolge tutta la città. Poi avremo la Perdonanza e, in tutto questo, si deve lavorare per il Gran Sasso e le Fontari per garantire la riapertura degli impianti».
Sveglia alle 6, il tempo di un caffè e da Villa Sant’Angelo via verso L'Aquila. Alle 7.30, puntuale, il sindaco varca la soglia di palazzo Fibbioni.
«La piccola Nina, ancora non è venuta a trovarmi in ufficio», dice Biondi, «lo farà presto, ma per adesso solo lavoro».
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