Al lavoro per rimuovere fango e detriti dalle strade
VILLETTA BARREA. Operai al lavoro ieri per rimuovere pietre, fango e detriti a Villetta Barrea, dove l’esondazione del fiume Sangro ha invaso buona parte del paese nel cuore del Parco nazionale d’Abru...
VILLETTA BARREA. Operai al lavoro ieri per rimuovere pietre, fango e detriti a Villetta Barrea, dove l’esondazione del fiume Sangro ha invaso buona parte del paese nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo. Riaperta al transito dal sindaco Giuseppina Colantoni anche la strada provinciale 59, mentre resta vietato l’accesso alla passeggiata pedonale. Ruspe e uomini in azione anche a Scanno, dove il fiume Tasso è esondato allagando strade e stalle. La furia dell’acqua ha invaso alcuni capannoni utilizzati per l’allevamento di suini. Gli animali sono stati travolti dall’acqua e trasportati dal torrente in piena nelle acque del lago e alcuni sono annegati. Distrutti anche i pontili e danneggiati diversi natanti lasciati lungo le sponde del lago.
La conta dei danni del maltempo in tutto il territorio del Parco nazionale d’Abruzzo va avanti e arrivano le prime polemiche.
Il segretario regionale di “Ambiente e/è Vita Abruzzo onlus”, Patrizio Schiazza, in qualità di capofila del Contratto di Fiume Sangro, afferma che «la mancanza di governance e l’assenza di interventi di prevenzione sui fiumi continua a provocare danni ai territori e a causare enormi disagi alle popolazioni dell’Abruzzo».
«È da oltre quattro anni», sottolinea il responsabile dell’organizzazione, «che decine di amministrazioni locali, pur avendo sottoscritto i Contratti di Fiume, chiedono alla Regione di intervenire efficacemente con una strategia d’azione complessiva e di valenza pluriennale, senza però ricevere alcuna risposta. Sono di queste ore le notizie drammatiche che giungono dalle aree interne abruzzesi», aggiunge Schiazza, «dove a causa di una ondata di maltempo, i fiumi Sangro e Tasso hanno esondato in più punti causando danni e allagamenti. La situazione più grave si è registrata nell’Alto Sangro ove l’omonimo fiume esondando ha provocato una situazione emergenziale. Purtroppo sembra replicarsi, con un tempo di ritorno sempre più ridotto, una situazione già vissuta negli anni passati. È ora che si dia seguito e sostanza ai deliberati regionali, che si preveda un adeguato stanziamento di bilancio che favorisca questi processi e che si dia corso all’organizzazione di una nuova assemblea regionale dei Contratti di Fiume per il definitivo passaggio dall’emergenza alla programmazione».
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