Al macero i mobili di Berlusconi: trasformati 264 alloggi del Case

Interventi sulle piastre di Sant’Elia, Bazzano e Paganica, arriverà il Centro nazionale del servizio civile Lavoro da 500mila euro affidato all’Asm. Le strutture furono realizzate dal governo del Cavaliere
L’AQUILA. Sarà smontato e in gran parte destinato al macero il mobilio di 264 alloggi del Piano Case passati alla storia della città come le case di Berlusconi, all’epoca presidente del Consiglio dei ministri. Il Comune dell’Aquila ha affidato il lavoro all’Asm per quasi 2.000 euro ad alloggio e per una spesa totale che sfiora i 500.000 euro. E questo per le «esigenze del Centro nazionale per il servizio civile universale» per realizzare il quale ci sono a disposizione 60 milioni di euro. I Piani Case interessati si trovano fra Sant’Elia, Bazzano e Paganica. La fase di smontaggio del mobilio viene identificata come Progetto metamorfosi che prevede che alcune piastre del Case «andranno demolite parzialmente per realizzare strutture di diversa tipologia».
COSì LA DETERMINA
«Per realizzare tale intervento» è quanto viene riportato nella determina del Comune dell’Aquila «è necessario provvedere allo smontaggio, alla rimozione, alla selezione e classificazione e infine al trasporto e recupero/smaltimento del mobilio e delle suppellettili ubicati all’interno degli appartamenti». Per quest’ultimo lavoro è stato richiesto all’Asm apposito preventivo che l’azienda, controllata quasi al cento per cento dal Comune dell’Aquila, ha inviato il 16 dicembre scorso e prevede «per l’esecuzione del servizio il costo di 1.820 euro oltre Iva al 10% per ciascun appartamento, quindi per un totale di 480.480 oltre Iva per i 264 appartamenti interessati». Nel documento comunale si sottolinea che «l’Asm ha per oggetto la progettazione, realizzazione, gestione ed erogazione dei servizi inerenti il sistema integrato dei rifiuti. Gestione di ogni tipo di rifiuto urbano, industriale, speciale, sanitario, pericoloso, anche per conto terzi, attraverso le fasi di raccolta, trasporto, trattamento, recupero, avvio a recupero e riciclo, smaltimento».
IL CENTRO NAZIONALE
La giunta comunale nel dicembre 2021 aveva approvato lo schema di Protocollo di intesa per l’utilizzo di alcuni edifici del Piano Case allo scopo di realizzare il Centro nazionale del servizio civile. Il protocollo è fra Comune, Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila e frazioni e Struttura di missione per la ricostruzione post sisma 2009. Il documento individuava alloggi del Case distribuiti appunto fra le frazioni Sant’Elia, Bazzano e Paganica. Sono destinati a ospitare nel breve periodo 500 persone fino ad arrivare (aumentando il numero di alloggi) a 2.500. Il Centro nascerà grazie ai fondi del Pnrr (Piano nazionale ripresa e resilienza). Si tratta di circa 60 milioni di euro così ripartiti: 5.000.000 per la prima fase con orizzonte temporale 2022, 55.000.000 per la seconda fase, con orizzonte temporale 2024-2025».
UTILIZZO
Il Centro per il servizio civile, sottolinea ancora il Comune dell’Aquila, «è destinato all’accoglienza, alla residenza, alla formazione e alle attività dei volontari nonché al training dei docenti e dei formatori, attraverso interventi di recupero, riqualificazione, riconversione e anche efficientamento energetico degli alloggi del Progetto Case e la realizzazione di infrastrutture di servizi, nonché la rigenerazione degli spazi aperti e dell’arredo urbano delle aree circostanti ai complessi abitativi e di servizio».
Soggetto attuatore dell’intervento è il Coordinatore della struttura di missione per la ricostruzione e lo sviluppo dei territori colpiti dal sisma 2009. La stazione appaltante è il Comune dell’Aquila e il responsabile del procedimento il titolare dell’Ufficio speciale per L’Aquila.
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