Alba Fucens, dagli scavi spuntano due “tabernae”

16 Settembre 2020

Le “botteghe”si presentano coi muri perimetrali in parte diroccati e il tetto crollato La scoperta verrà presentata in occasione delle Giornate europee del patrimonio 

MASSA D’ALBE. Alba Fucens, uno dei siti romani più importanti del Centro Italia, con i suoi tesori rimasti sepolti per oltre duemila anni, e che continuano a venire alla luce, non finisce mai di affascinarci. Gli scavi, iniziati a giugno e tuttora in corso, hanno portato alla scoperta di due nuove tabernae lungo via del Miliario, con andamento da Nord a Sud, che ricalcano il tracciato della via Tiburtina Valeria in città.
Le tabernae erano delle botteghe che si affacciavano su via del Miliario e su via dei Pilastri, che corre parallela. Le tabernae misurano una profondità di 12 metri e una larghezza di cinque metri. Quelle (dieci) di via dei Pilastri sono state portate alla luce dagli archeologi dell’Università di Bruxelles negli anni Cinquanta del Novecento. Delle nove, invece, che danno su via del Miliario, soltanto tre sono state scavate completamente, quattro parzialmente, mentre le altre due continuavano a rimanere sepolte. Fino adesso però.
La campagna di scavi, organizzata quest’anno dalla Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio d’Abruzzo, ha riportato, infatti, alla luce le due tabernae.
Per accelerare i tempi e facilitare il compito degli archeologi che operano sul campo, Hermann Borghesi, Francesco Terracciano e Daniela Villa, diretti dalla dottoressa Emanuela Ceccaroni, la Soprintendenza ha appaltato i lavori a una ditta, che impiegando personale locale, provvede alla rimozione della terra e dei detriti.
Le due tabernae si presentano con i muri perimetrali in parte diroccati e il tetto crollato, come dimostrano i numerosi coppi di terracotta che coprono il pavimento. In una sono state trovate anche delle colonne, riutilizzate, sembra, da altri edifici. Il crollo, secondo la dottoressa Ceccaroni, fu causato dal terribile sisma che nel V secolo d.C. distrusse la città, segnandone la sua fine.
Gli archeologi stanno operando alacremente per dare la possibilità ai numerosi visitatori del sito di Alba Fucens, in occasione delle Giornate europee del patrimonio, di ammirare le due tabernae.
L’appuntamento è per il 27 settembre, alle 15.30. Ma non è finita qui. La Soprintendenza, infatti, per gli appassionati di archeologia, ha in serbo un’altra sorpresa: finalmente, percorrendo via del Miliario, potranno vedere il Foro, che era il cuore pulsante di Alba Fucens, come lo era di Roma.
Mentre una parte degli operatori è impegnata a liberare dai detriti il pavimento delle due tabernae, un’altra sta lavorando sodo per rendere percorribile l’ultimo tratto di via del Miliario. E ieri finalmente gli archeologi hanno scoperto una lastra rettangolare di pietra – adiacente alla strada – che segna l’inizio del Foro.
Per i Romani il Foro era il centro nevralgico della vita amministrativa e politica della città. Il Foro di Alba ha forma allungata: misura circa 100 metri per 40. Nella piazza antistante, l’équipe di archeologi belgi, nel 2011, durante gli scavi, ha fatto un’eccezionale scoperta: ha, infatti, rinvenuto un calendario romano, che abbraccia un periodo che va dall’89 a.C. al 42 d.C..
Un esemplare raro, perché, oltre all’indicazione dei giorni e delle festività e all’elenco dei consoli che si susseguivano ogni anno (fasti consiliari), è dipinto sull’intonaco di una parete rettangolare.
Per la Soprintendenza ora la grande sfida da vincere è quella di riportare finalmente alla luce il Foro.
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