Albergatori al sindaco: sospendere le tasse
Quattordici operatori lanciano l’appello. «Strutture vuote, piovono disdette: servono sostegni urgenti»
L’AQUILA. Lettera-appello degli albergatori aquilani al sindaco Pierluigi Biondi. L’emergenza Coronavirus fa fuggire i turisti: dal 21 febbraio scorso le prenotazioni, negli hotel della città, sono scese sotto la soglia del 10 per cento. Numeri che non consentono di tenere aperte le strutture e far fronte alle spese. In quattordici hanno firmato quella che suona come «una richiesta pressante a mettere in atto tutte le iniziative possibili per salvare il settore turistico dal tracollo».
Tra i primi provvedimenti richiesti, la sospensione del pagamento delle tasse comunali e un intervento istituzionale che consenta di estendere, al territorio aquilano, la cassa integrazione in deroga per le attività che ruotano intorno al settore turistico.
«Siamo allo stremo», evidenzia Mara Quaianni, presidente provinciale di Federalberghi. «Al momento ogni struttura ha, al massimo, due camere occupate, meno del 10 per cento del totale. E continuano ad arrivare disdette». Un crollo delle presenze, acuito dalla necessità di restituire caparre e acconti, tanto che gli albergatori stanno pensando di emettere dei buoni per usufruire, in altri periodi dell’anno, dei soggiorni cancellati. Ma servono misure-tampone immediate: intorno al solo comparto legato alla ricettività cittadina ruota un centinaio di posti di lavoro, senza considerare l’indotto.
«Vogliamo richiamare l’attenzione sullo stato di profonda crisi in cui è precipitata l’economia turistica della nostra città a causa del coronavirus, già pesantemente colpita dagli eventi sismici del 2009 e del 2016-2017. Stiamo registrando continue cancellazioni», scrivono gli albergatori, «che hanno ridotto in maniera preoccupante la presenza di ospiti, oltre a disdette per gruppi, che si allungano anche fino a fine anno. La percentuale minima di occupazione delle camere sta mettendo a rischio la sopravvivenza delle aziende del comparto. La mancanza di liquidità è una delle prime e immediate conseguenze, che non consente di onorare gli impegni verso collaboratori, fornitori e verso lo Stato».
Di qui, la duplice richiesta «di sollecitare l’estensione del decreto del 2 marzo scorso anche alle aree geografiche ricadenti nel nostro territorio, con l’autorizzazione della cassa integrazione, e la sospensione del versamento di tutte le tasse comunali».
La lettera è firmata da Mara Quaianni, Federica Terenziani (San Michele), Ada Fiordigigli (Fiordigigli), Tiziana Gallo (hotel Castello), Riccardo Paoloni (Azzurro), Silvana Contento (La Magione Papale), Sandro Verlinghieri (hotel 99 Cannelle), Giorgio Carissimi (hotel L’Aquila), Roberto Tomei (Compagnia del viaggiatore), Roberto Laglia (Federico II), Jean Pierre Corrieri (Canadian), Fabrizio Bellassai (Nido dell’Aquila), Mario Di Giovanni (Amiternum) e Stefano Cardelli (hotel della Posta).
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