Albergatori Gran Sasso: non paghiamo la Tari

7 Marzo 2017

Ada Fiordigigli: «È la peggiore stagione». Mucciarelli: Cialente ci disse che i nostri problemi erano finiti

L’AQUILA. Gli albergatori del Gran Sasso non pagheranno la Tari. Nella sala delle colazioni dell’Hotel Fiordigigli di Fonte Cerreto, ieri sedevano 4 persone. Nessuno era un turista, ma per lo più partecipanti a un concorso in svolgimento alla Guardia di finanza. E menomale che ci sono i concorsi nazionali, altrimenti alle pendici del Gran Sasso, nel fior fiore della stagione invernale e con uno spettacolare scenario di neve naturale, che non aspetta altro che essere calpestata da migliaia di sci, non girerebbe un’anima.

La disperazione per la peggiore stagione invernale della storia del Gran Sasso, che tocca l’80-85% di perdita economica, rispetto alla già brutta stagione passata, ormai è impressa negli occhi dei titolari di alberghi e ristoranti. Sono stati soltanto 11 i giorni di apertura della seggiovia delle Fontari su 85 di stagione. Una beffa, per albergatori che esibiscono nei loro locali esemplari originali di sci di un secolo fa. C’è poi tutto l’indotto: dai noleggiatori, ai maestri di sci. Proprio questi ultimi, due giorni fa hanno gettato la spugna, con la quarantennale Scuola di sci Gran Sasso che ha chiuso i battenti «in attesa di tempi migliori».

«Dall’inizio della stagione abbiamo perso metà dell’organico, in origine di 15 persone», dice il direttore della Scuola, Luigi Faccia, che, da libero professionista, ieri a Campo Felice ha partecipato a una selezione per maestri di sci: urge trovare un altro lavoro per mantenere la famiglia e sostenere la vita quotidiana. Ada Fiordigigli da tempo ha rinunciato al suo cuoco. Ora si fa tutto “in casa”, si risparmia al centesimo, per non sforare il budget. «La gente non viene più. I telefoni sono morti», dice, ancora scossa per la «pessima figura» che ha fatto con l’ultima comitiva arrivata da fuori regione, con un pacchetto groupon in cui era incluso anche l’uso degli impianti sciistici. Nel frattempo chiusi.

Ma come si può spiegare a chi viene da fuori come stanno le cose al Centro turistico del Gran Sasso? Intanto sulla stazione sciistica più alta e bella degli Appennini, si consuma la campagna elettorale, che è «il vero problema di uno sviluppo mai partito», secondo gli operatori. «Tutti fanno campagna elettorale con il Gran Sasso, soltanto promesse su promesse», dice Fiordigigli. «Ricordo una riunione all’hotel Il nido dell’Aquila, in occasione del primo mandato del sindaco Massimo Cialente, ci disse: “i vostri problemi sono finiti”. È stato un bugiardo», racconta il titolare dell’Hotel Giampy di Assergi, Maurizio Mucciarelli. Il suo albergo nel weekend scorso ha avuto zero presenze. Stessa sorte anche per gli altri 15 operatori turistici che resistono tra Assergi e Fonte Cerreto. «Io non pagherò i 7mila euro di Tari», dice Fiordigigli.