Albergo mai nato finito all’asta: terzo tentativo, prezzo dimezzato

La base iniziale era di 3 milioni. La mega struttura si trova a due passi dai Laboratori di fisica nucleare È in abbandono e negli anni le settanta camere arredate sono state prese di mira da vandali e ladri
L’AQUILA. Si deciderà in tribunale, all’asta immobiliare del prossimo mercoledì 29 dicembre il destino di una «struttura alberghiera di 70 camere (doppie, quadruple e bilivello) di cui 35 realizzate e 35 al grezzo per una superficie totale di 8.177 metri quadrati, parte adibita a strade, parcheggi e verde pubblici». È la terza volta che viene tentata la vendita e il prezzo, inizialmente di oltre 3 milioni di euro, si è quasi dimezzato. La mega struttura, costruita a metà degli anni Novanta del secolo scorso, e costata diversi miliardi di vecchie lire, non ha mai aperto. Una ventina di anni fa più della metà delle camere erano state arredate ma ladri e vandali nel tempo hanno fatto razzie di tutto ciò che è stato possibile portare via. L’albergo fu costruito da una società privata con soci originari dell’Aquilano e con interessi economici nella capitale. Da quanto risulta dalla perizia, che fa parte degli atti per la vendita all’asta, la giunta regionale con una delibera del 28 dicembre 1990 concesse al privato una somma vicina ai due miliardi di vecchie lire. Pare però che la società a un certo punto rinunciò al finanziamento investendo solo soldi suoi. Sempre nella perizia si legge che «a seguito di sopralluogo e dal raffronto con il progetto autorizzato non risultano difformità». Quindi dal punto di vista urbanistico è tutto in regola salvo che, si legge ancora «da informazioni assunte al Comune dell’Aquila risulta in sospeso il pagamento della somma di 125.000 euro a garanzia dell’esecuzione delle opere di urbanizzazione e la volturazione delle aree di cessione». L’idea iniziale era di realizzare un albergo in una posizione strategica: a due passi dai Laboratori di fisica nucleare, a 5 minuti dalla funivia per Campo Imperatore, a 600 metri dall’uscita di Assergi della autostrada A24, dentro il Parco nazionale Gran Sasso monti della Laga (la sede del Parco è a un paio di chilometri). L’albergo occupa (fra edificio, parcheggi, verde pubblico, viabilità) un’area di oltre 25.000 metri quadrati. Nella perizia si sottolinea che «l’edificio, già in uno stato di incuria e abbandono è stato ulteriormente compromesso dal sisma del 2009 anche se a vista non ha riportato danni alle strutture portanti ma solo alle tramezzature. Le infiltrazioni d’acqua in alcuni punti hanno sollevato l’intonaco e danneggiato pavimenti e moquette in vari ambienti. Gli arredi sono stati oggetto di furti e sciacallaggi. I terrazzi, laddove presenti come parte integranti delle camere, sono stati invasi da erbacce. In sostanza», conclude la perizia, «la struttura risulta abbandonata a se stessa». Sui motivi per cui l’albergo non è stato mai aperto (ci fu un tentativo, fallito, di utilizzarlo per gli sfollati subito dopo il terremoto del 2009) è difficile fare ipotesi.
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