Alessandra farà la pratica forense

3 Agosto 2016

All’appello della giovane hanno risposto l’Avvocatura dello stato e l’Ordine degli avvocati

CASTEL DI SANGRO. Alessandra Fisco, giovane laureata affetta da disabilità fisica, potrà svolgere la pratica legale. «È incredibile», dice dopo la pubblicazione dell’articolo sul Centro, «come sia stata travolta da un vortice di forti emozioni e tante, tantissime telefonate. In molti hanno espresso la loro solidarietà e il loro pieno sostegno a una battaglia per un diritto sacrosanto: quello di poter concludere, nel modo più agevole possibile, il percorso iniziato otto anni fa nella facoltà di giurisprudenza dell’Università del Molise, che mi ha portato a raggiungere un primo step a dicembre dello scorso anno, quello della laurea, e che spero si possa concludere nel migliore dei modi con l’attuazione del praticantato. Attraverso la mie parole spero che si possa arrivare a migliorare la condizione di tanti che come me ancora oggi subiscono discriminazioni. Il mio intento non è stato certamente quello di mettere in cattiva luce qualcuno, quanto più un’accorata richiesta di riconoscimento al diritto di espletare il tirocinio gratuito necessario per diventare avvocato. Non ho mai chiesto che mi venissero riconosciuti particolari benefìci o riservati determinati trattamenti, chiedo solo di poter avere le stesse possibilità dei miei colleghi, e per fare ciò mi sono più volta proposta di fare io stessa uno sforzo in più, cercando di non pesare in alcun modo sull’organizzazione pratica e logistica di coloro i quali mi avrebbero ospitato».

I riconoscimenti sono pervenuti da ogni parte. Sul web la storia raccontata dal Centro raccoglie i consensi di numerosi utenti, molti dei quali esprimono indignazione e sostegno alla lotta attraverso condivisioni, like e commenti. Nella concitazione generale arriva anche la telefonata dell’Avvocatura distrettuale dello stato dell’Aquila, e, in particolare, del presidente, l’avvocato Filippo Patella. «Si è offerto alla dottoressa Fisco», ha detto, «di espletare il tirocinio presso la sede principale dell’avvocatura di Stato abruzzese, in quanto ciò è cosa doverosa e giusta dal punto di vista morale. È doveroso da parte nostra prenderci carico di questa situazione. Potremo ospitarla nel migliore dei modi; il nostro sito è assolutamente libero da barriere architettoniche e l’accesso è consentito e facilitato. Saremmo felici di averla tra noi». Non è mancato all’appello neppure il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Sulmona, che ha contattato Alessandra e i suoi familiari per un incontro da fare oggi per trovare insieme una soluzione. Infine il sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso aggiunge: «Avevo già presentato ad Alessandra la disponibilità ad accoglierla per un tirocinio nell’ufficio della Segreteria generale. Comprendo però che tale soluzione non rientra tra le sue legittime aspettative forensi. Ferma restando la nostra disponibilità, confido nell’iniziativa intrapresa dal Presidente del consiglio dell’ordine il quale saprà individuare una soluzione». Anche l’avvocato Aldo Di Ianni, prende posizione sulla vicenda. «Solidarietà più totale», scrive, «alla giovane collega, ma i fatti stanno diversamente. Il mio studio, da sempre, ha accolto chi ha bussato alla porta per la pratica forense, e ha ospitato quale praticante avvocato, per quattro anni, un giovane collega con rilevanti problemi di deambulazione. Nessuna richiesta di pratica forense», sottolinea, «vi è stata da parte della giovane che denuncia l’episodio di discriminazione. Quanto sopra per fare chiarezza, onde evitare di gettare discredito sull’intera avvocatura di Castel di Sangro, laddove l’episodio, se accaduto nei termini descritti, va fermamente condannato ma circoscritto in ambito ben definito, senza fare generalizzazioni che non sono assolutamente tollerabili».

Marika Onorato

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