Alfedena, ecco la fontana in ricordo di Borsellino

ALFEDENA. Aveva scelto Alfedena per trascorrere una vacanza insieme a tutta la famiglia. A distanza di 46 anni, l’intera comunità l’ha voluto ricordare con la “Fontana della trasparenza”. Opera...
ALFEDENA. Aveva scelto Alfedena per trascorrere una vacanza insieme a tutta la famiglia. A distanza di 46 anni, l’intera comunità l’ha voluto ricordare con la “Fontana della trasparenza”. Opera dedicata al giudice Paolo Borsellino, nel giorno in cui l’Italia ha ricordato il trentennale della sua scomparsa.
Ad Alfedena un giovane Borsellino aveva portato moglie e figli per trovare un cugino e per concedersi qualche giorno di pausa immerso nella natura dell’Abruzzo. La cerimonia di inaugurazione si è tenuta ieri mattina nella zona del lago della Montagna spaccata, area che l’amministrazione sta cercando di riqualificare insieme a Enel green power.
Il parroco di Alfedena, don Marco Wielgosz, ha benedetto la “Fontana della trasparenza", mentre il cugino di Borsellino, Bruno Lepanto, ex segretario del Comune abruzzese, lo ha ricordato attraverso immagini e aneddoti di famiglia. «Vennero da me, ospiti ad Alfedena», ha sottolineato Lepanto, «stavano tornando da un matrimonio e si fermarono qui da noi. Anche io, mia moglie e mia figlia, quando dal Veneto andavamo in vacanza in Sicilia, eravamo loro ospiti e proprio il giorno prima della strage eravamo insieme a Paolo e alla sua famiglia. Mi ricordo bene quando lo vennero a prendere i cinque agenti della scorta a casa di suo suocero al mare. Erano Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Cosina e Claudio Traina (tutti morti nella strage di via D’Amelio, ndc). Loro erano coscienti, come lo era Paolo, che la morte era sempre in agguato».
La fontana è stata realizzata da Mauro e Amedeo, due residenti di Alfedena, che si sono messi a disposizione per riuscire a portare a termine l’opera. «Nel progetto di riqualificazione del lago della Montagna spaccata c’era l’intenzione di creare un punto di presa d’acqua», ha spiegato il sindaco Luigi Milano, «da lì l’idea di creare qualcosa in ricordo del giudice Borsellino, vista anche una fotografia scattata in questo posto durante un suo soggiorno».
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