Alimentazione e sclerosi multipla: esperti a confronto

25 Giugno 2015

L’AQUILA. Sabato, nella sede del Centro di servizio per il volontariato (Campo di Pile), dalle 16,30 alle 19, appuntamento con il convegno “Alimentazione e Sclerosi multipla”, aperto a tutta la...

L’AQUILA. Sabato, nella sede del Centro di servizio per il volontariato (Campo di Pile), dalle 16,30 alle 19, appuntamento con il convegno “Alimentazione e Sclerosi multipla”, aperto a tutta la cittadinanza. «Si tratta», spiega una nota, «di un importante appuntamento di informazione e confronto interamente dedicato a conoscere la sclerosi multipla, malattia tra le più gravi del sistema nervoso centrale, che colpisce soprattutto i giovani e le donne. Sul territorio nazionale vengono diagnosticati 2000 nuovi casi ogni anno.

Il convegno è organizzato dalla sezione provinciale Aism dell’Aquila (in collaborazione con Rocco Totaro, responsabile del Centro Sclerosi multipla della Clinica Neurologica dell’ospedale dell’Aquila; Maria Giuliana Tozzi, professore associato di Fisiologia della nutrizione e scienza dell’alimentazione, presidente del corso di laurea in Dietistica-Dipartimento di Medicina clinica, sanità pubblica, scienze della vita e dell’ambiente-Università dell’Aquila; Cinzia Raparelli, psicologa, rete psicologi Aism).

«Nel convegno», prosegue il documento, «verrà esposto come il sistema immunitario interagisce con l’alimentazione e in particolare quali debbono essere i punti di forza di una corretta alimentazione. Qual è una corretta alimentazione con la sclerosi multipla, che in Italia colpisce 72mila persone? Cronica, imprevedibile, spesso invalidante, colpisce una persona ogni 4 ore e viene diagnosticata per lo più tra i 20 e i 40 anni, nel periodo della vita più ricco di progetti per il futuro, anche se esistono casi in età successiva e casi di sclerosi multipla pediatrica, più raramente in bambini sotto i 10 anni. Le cause della sclerosi multipla sono ancora sconosciute, probabilmente legate a una combinazione tra predisposizione genetica e fattori ambientali. A oggi non esiste una cura definitiva per questa malattia».