Alina Di Mattia parla di Silone

12 Marzo 2023

Oggi a Cappelle dei Marsi una conversazione sull’opera del grande scrittore

SCURCOLA MARSICANA. “A spasso con Silone”: è il titolo di una novella che la scrittrice e giornalista di origini abruzzesi, Alina Di Mattia, ha composto prendendo spunto da una passeggiata dello scrittore abruzzese realmente avvenuta nell'ottobre 1973 da Pescina ad Aielli, luoghi imprescindibili dall’opera di Silone, impreziositi dai ricordi e dall’immaginazione della stessa autrice. Sul tema del racconto, che nel 2019 ha vinto un premio letterario, la Di Mattia, oggi alle 17, terrà un’interessante conversazione nella sala parrocchiale di Cappelle dei Marsi. L’incontro è stato promosso dall’associazione culturale "Angelo Maria Palmieri", il giovane avezzanese scomparso prematuramente, presieduta da Giuliana Marrocco.
La novella fornirà il pretesto per un’analisi critica della produzione letteraria, da “Fontamara” a “L’Avventura di un povero cristiano”, e dell’evoluzione politica e sociale del grande scrittore pescinese. Le “deviazioni” dell’ideale socialista dell’Urss, sotto il dominio di Stalin, apriranno nella fede comunista di Silone una profonda crisi che lo porterà nel 1931 a uscire dalle file del Pci. D’ora in avanti per lo scrittore l’unico strumento di partecipazione alla lotta contro il fascismo e contro ogni forma di oppressione rimane la letteratura. Inoltre la sua coscienza sociale andrà evolvendo verso una sorta di “evangelismo laico”. I suoi romanzi avranno come tema l’universale fratellanza e la libertà degli uomini. «La libertà», farà dire in Vino e pane a Pietro Spina, un esule con i suoi stessi lineamenti, «non è una cosa che si possa ricevere in regalo. Si può vivere anche in un paese di dittatura ed essere libero, a una condizione: lottare contro la dittatura. L'uomo che pensa con la propria testa e conserva il suo cuore incorrotto, è libero. L'uomo che lotta per ciò che egli ritiene giusto, è libero. Per contro si può vivere nel Paese più democratico della terra, ma se si è interiormente pigri, ottusi, servili, non si è liberi; malgrado l'assenza di ogni coercizione violenta, si è schiavi». (n.m.)
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