All’Aquila il bilancio dell’anno di Governo: l’evento con Meloni

17 Ottobre 2023

Domenica all’auditorium del Parco, premier in videoconferenza Liris, Sigismondi e Testa: «Basta col libro dei sogni della sinistra» 

L’AQUILA. Il resoconto di un anno di governo nella città che ha eletto la premier in carica Giorgia Meloni. Lo stato maggiore di Fratelli d’Italia ha scelto proprio il capoluogo abruzzese per raccontare i primi 365 giorni dell’esecutivo guidato per la prima volta nella storia da una donna. Domenica 22 ottobre, a un anno esatto dal giuramento al Quirinale, è in programma all’auditorium del Parco l’evento “L’Italia vincente. Un anno di risultati”, iniziativa a cura dei gruppi parlamentari di Camera e Senato di Fratelli d’Italia, durante la quale è previsto un intervento in video collegamento di Giorgia Meloni. A tracciare il bilancio del primo anno di legislatura saranno i senatori Etelwardo Sigismondi, Guido Liris, il deputato Guerino Testa - rispettivamente anche coordinatore e vice coordinatori regionali del partito - e il sottosegretario alle Imprese e al made in Italy, Fausta Bergamotto. «La nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza approvata nei giorni scorsi incarna il grande senso di responsabilità del governo Meloni, segna la discontinuità coi libri dei sogni a cui ci aveva abituato la sinistra che hanno finito per lasciare i conti dello Stato in brache di tela, perché ogni volta che ci sono le parole “gratuito” o “gratuitamente” in un testo relativo al Def, c’è qualcosa che non va e c'è molto spesso un qualcosa di negativo per chi subisce queste decisioni», hanno commentato Sigismondi, Liris e Testa. «In un documento economico-finanziario», rivelano i tre parlamentari, «non ci può essere la parola “gratuità”, che invece è comparsa nei testi dei precedenti governi, quando la sinistra ha convinto l'Italia che si potesse ricostruire l'intero patrimonio edilizio in maniera gratuita. Ci sono 80 miliardi da restituire in quattro anni, un debito da onorare, senza il quale il nostro deficit sarebbe sceso di un punto l'anno». «Questo non lo dice il governo», concludono Sigismondi, Liris e Testa, «ma un colosso della finanza mondiale tanto amato dalla sinistra come Goldman Sachs. La sinistra ha lasciato la nave Italia nella tempesta perfetta tra guerre e politiche discutibili della Bce. Siamo intervenuti con un imponente taglio al cuneo fiscale, con un deciso sostegno alla natalità, con il rinnovo dei contratti del pubblico impiego».