All’Aquila il primato delle slot machine

2 Settembre 2018

Uno studio economico mette in relazione il rapporto tra disoccupazione e spesa pro capite per il gioco d’azzardo

L’AQUILA. L’Aquila è una delle province italiane in cui è più alto e problematico il rapporto tra disoccupazione e spesa pro-capite in gioco d’azzardo.
I NUMERI. È quanto emerge dai numeri, relativi al primo semestre dello scorso anno, che sono stati resi noti alcuni giorni fa dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore a partire dai dati forniti dall’agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dall’Istat. Cifre sulle quali Infodata ha elaborato, su base provinciale, il valore della raccolta pro capite – cioè tutti quei soldi che sono stati puntati in tutte le tipologie di gioco, dalle macchinette al superenalotto – tra i disoccupati. Nel computo rientrano anche i soldi vinti e puntati nuovamente dai giocatori, ad esempio l’euro guadagnato al gratta e vinci e subito speso per acquistare un nuovo tagliando. Ne è venuta fuori una mappa con diverse gradazioni di colore.
LA MAPPA. Le aree critiche (colorate di arancione) sono quelle in cui c’è una disoccupazione più alta della media – pari, nel 2017, all’11,21% – e una raccolta dal gioco d’azzardo superiore a quella nazionale, che nel primo semestre del 2017 ha raggiunto i 614,39 euro pro capite. Lazio, Campania e Abruzzo sono le regioni in cui questo fenomeno appare essere più frequente. La provincia dell’Aquila – con un tasso di disoccupazione al 12,32% e una raccolta pro-capite di 721 euro – è in assoluto una delle peggiori d’Italia, insieme a Napoli, Caserta, Salerno, Frosinone e Pescara.
L’ALTRO PRIMATO. C’è anche un altro triste primato per il capoluogo abruzzese, che occupa il primo posto nella classifica che misura il numero di slot machine in rapporto alla popolazione e il decimo in quella che tiene conto della spesa pro-capite annuale per gratta e vinci, lotterie e giochi on line. Nella mappa su disoccupazione e gioco d’azzardo, Pescara detiene addirittura il record negativo assoluto a livello nazionale per spesa pro-capite (749 euro), a fronte di un tasso di disoccupazione del 12,27%. Male anche Chieti, che ha una raccolta pro-capite di 642 euro e un tasso di disoccupazione dell’11,98%. Il focus può anche essere più mirato e prendere in esame la disoccupazione giovanile, che riguarda la fascia di età compresa tra i 15 e i 24 anni. La situazione non cambia granché: due province del Nord, Vercelli e Rovigo, e la provincia di Roma si aggiungono all’elenco di quelle in cui convivono raccolta e disoccupazione sopra la media. Al di là dei freddi numeri, il report restituisce un quadro del Paese piuttosto preoccupante, dove chi è senza lavoro cede alla tentazione del gioco d’azzardo con il miraggio di guadagni facili e cospicui. Peccato che però non vada quasi mai a finire così.
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