Alla Bianchi non basta lo spot di Berlusconi

7 Giugno 2016

Non è riuscita a essere eletta in consiglio comunale per appena una quarantina di voti. La delusione che scotta di più è quella della candidata sindaco Elisabetta Bianchi. Ed è anche la sconfitta più...

Non è riuscita a essere eletta in consiglio comunale per appena una quarantina di voti. La delusione che scotta di più è quella della candidata sindaco Elisabetta Bianchi. Ed è anche la sconfitta più inaspettata, dal momento che la sua candidatura era sostenuta da Forza Italia e dalla senatrice sulmonese Paola Pelino. Anche lo spot col presidente Silvio Berlusconi non è bastato alla conquista del seggio. Resta, però, il dato positivo della fiducia nei confronti della paladina del tribunale e del punto nascita che ha ottenuto 1.046 voti, 301 in più della sua unica lista. «Forza Italia rimane il primo e unico partito di centrodestra, nonostante le tante difficoltà incontrate lungo il percorso» commenta la Bianchi «animata da uno spirito anarchico, contribuirò meglio al bene della nostra città fuori dalle istituzioni in rappresentanza di tutti coloro che ci hanno dato fiducia. Continueremo il nostro percorso, augurandoci che i nostri amministratori sappiano mantenere pulita almeno la fontana di piazza Garibaldi». Ottimo risultato per Alessandro Lucci di Sbic, che da rivelazione delle amministrative del 2013 si conferma leader di un movimento in costante crescita con i suoi 1.756 voti. «Sono passato da consigliere per caso ad avere la coccarda» ironizza «con 50 voti in più avremmo avuto due seggi. Per il ballottaggio si vedrà, valuteremo chi sarà più vicino alle nostre idee nell’ottica di una trasversalità trasparente che ci ha sempre contraddistinto e che deve caratterizzare la politica». Parecchio deluso per lo scranno sfumato Alberto Di Giandomenico di Sovranità, schieramento di chiara ispirazione di destra e rivelazione di questa tornata con 905 voti. «Le nostre preferenze sono tante, riflettono tutto quello che abbiamo fatto in questi anni» afferma amareggiato «certo brucia non essere entrati in consiglio a causa del voto disgiunto».

Si ferma a 476 voti Domenico Capaldo per Sel.

«Siamo andati meglio delle regionali» ricorda «ma ci saremmo aspettati qualcosa di più. È mancata la sinistra storica, visto il basso numero di preferenze ai consiglieri di spicco e noi non abbiamo saputo cogliere il cambiamento in atto». (f.p.)