ALLA CITTÀ RESTITUIAMO UN SIMBOLO

La storia sportiva di Vito Taccone ha un valore simbolico assoluto, che oltrepassa i confini del nostro territorio. L’affetto con cui tantissimi concittadini hanno voluto un monumento dedicato al...
La storia sportiva di Vito Taccone ha un valore simbolico assoluto, che oltrepassa i confini del nostro territorio. L’affetto con cui tantissimi concittadini hanno voluto un monumento dedicato al Camoscio d’Abruzzo si ricollega all’entusiasmo con cui venne portato in trionfo dagli avezzanesi, al suo essere un mattatore televisivo, un uomo genuino, dall’animo ribelle e schietto. Una persona autentica, anche nei difetti.
Se le statue fossero erette solo per donne e uomini perfetti, ne vedremmo ben poche nelle città. Con Taccone ci identifichiamo, invece, in storie autentiche, piene di salite, di cadute, di sfide epiche. Una statua che può parlare a tutti, anche a chi non ha vissuto in presa diretta quelle imprese ciclistiche e a chi vive in una città diversa dall’Avezzano dell’epoca. Una città che, oggi, vanta un Pil significativo, multinazionali di livello, una qualità della vita che la pone tra i centri più importanti della regione. Eppure, l’affetto di questi giorni ci riporta a quello di anni fa. I marsicani hanno amato Taccone perché percepivano che aveva pochissimo, ma dava tutto in ogni gara. Con il monumento, restituiamo un simbolo che non deve parlare solo agli sportivi. Per questo, raccogliendo l’opinione entusiasta degli abitanti del suo quartiere, abbiamo deciso che la statua dovesse essere posizionata a piazza Cavour, a breve distanza da piazza San Bartolomeo e dal castello Orsini: un triangolo che segna il nostro cuore identitario. Così, chiunque passerà in questa piazza potrà, con uno sguardo, riportare la mente alle imprese di un marsicano forte, non sempre gentile, ma generoso e animato da un profondo amore per la sua terra.
(*sindaco di Avezzano)

