Alla LFoundry da oggi si cambia: in fabbrica scattano i nuovi turni

Diventa operativo l’accordo siglato coi sindacati che prevede due giorni di lavoro e tre di riposo Intanto l’azienda è pronta a concedere incentivi economici ai dipendenti che vogliono andar via
AVEZZANO. Scattano oggi le nuove turnazioni di lavoro alla Foundry. Dalle 8 gli 850 turnisti (su 1.400 lavoratori in totale) inizieranno a osservare il “2 più 3”, con due giorni di lavoro (8/20 e 20/8) e tre di riposo, sempre con turni di 12 ore. Nel frattempo l’azienda apre l’incentivo all’esodo per i dipendenti che vogliono lasciare lo stabilimento.
DA OGGI SI CAMBIA. Sono 20 anni che nell'azienda più grande del territorio era in vigore la turnazione “4 più 4” (quattro giorni di lavoro con turni da 12 ore 8-20 e 20-8 e quattro di riposo). Dopo l’accordo di prossimità tra i vertici del sito e le organizzazioni sindacali, e dopo il sì del 90% dei lavoratori, la turnazione da oggi cambia. Da oggi il lavoro sarà strutturato non più su quattro squadre ma su cinque da 170 dipendenti l’una. Ci saranno poi 15 rientri l’anno, di cui il quattordicesimo e il quindicesimo se lavorati saranno pagati con una maggiorazione del 30%. «C’è stata una grande attesa per questo cambio epocale», ha affermato Alessandro Maurizi, rsu Fim- Cisl, «sono state riorganizzate le squadre, sono stati fatti molti cambiamenti, magari perderemo qualche contatto tra i colleghi ma siamo certi che miglioreranno sicuramente le condizioni di lavoro delle persone e la produttività dello stabilimento». ANCORA DUBBI. Anche se il nuovo turno è ormai una realtà alcuni nodi da risolvere restano. Uno su tutti è la professionalità dello stabilimento e la sostituzione del personale che negli anni ha lasciato. «Il nuovo turno è stato un importante traguardo dopo 20 anni, ma non basta», ha precisato Roberto Di Francesco, rsu Fiom-Cgil, «ci sono ancora tante cose da mettere a punto come la professionalità del sito. Le persone che vanno via come vengono sostituite? L’azienda deve trovare una soluzione altrimenti si rischia di impoverire tecnologicamente il sito e di mettere a repentaglio la sua competitività sul mercato».
INCENTIVO ALL’ESODO. Intanto l’azienda nei giorni scorsi ha sottoscritto un accordo con il sindacato per concedere un incentivo economico a chi vuole lasciare il sito. «Pur esprimendo non poche perplessità sulla necessità manifestata dall’azienda di voler incentivare uscite volontarie», hanno commentato Michele Paliani, segretario Uilm L’Aquila Teramo, e le rsu Uilm, «considerato che nell’incontro con il Mise nulla era emerso in relazione a questo argomento, abbiamo ritenuto corretto permettere ai lavoratori che volontariamente decidessero di lasciare l’azienda di beneficiare di un incentivo economico. Per la Uilm continua a rimanere alta la preoccupazione sul futuro industriale del sito di Avezzano e si ribadisce che la mancanza di informazioni sulle strategie future conferma il quadro di incertezza più volte denunciato».
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