Alla Torretta gli incontri per l’unità dei cristiani
L’AQUILA. “L’amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione (cfr. 2 Corinzi 5, 14-20)” è il tema della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani scelto congiuntamente dal pontifício...
L’AQUILA. L’ospedale dell’Aquila, il 5 gennaio scorso, è stato la “voce narrante” dell’anestesia italiana tramite la testata nazionale di sanità Starbene, che per un’ora ha aperto il telefono per parlare ai suoi lettori della disciplina in modo semplice e diretto, sfatando molti tabù.
Il professore Franco Marinangeli, direttore del reparto di Anestesia e rianimazione, nonché responsabile del servizio cure palliative e terapia del dolore dell’Asl 1, è stato infatti scelto dalla rivista per rispondere alle domande dei lettori, scandite da dubbi, angosce spesso ingiustificate e curiosità sui trattamenti adottati in sala operatoria per “addormentare” il paziente. Dalle varie regioni sono giunte diverse telefonate al professore, che ha illustrato l’abc delle diverse tecniche seguite nella narcosi in sala operatoria, dalla più “leggera” a quella più impegnativa e gli aspetti legati alla sicurezza del paziente, dissipando molti timori infondati.
«Marinangeli», fa sapere l’Asl, «è responsabile scientifico nazionale del centro di formazione “Simulearn Italia”, centro di simulazione delle tecniche anestesiologiche del sindacato degli anestesisti e rianimatori Aaroiemac, a cui afferiscono circa 11.000 professionisti da tutta Italia. Si tratta di una struttura didattica , con sede a Bologna, con cui, tramite robot, vengono insegnate le tecniche con dimostrazioni pratiche, utilizzando veri lettini di sala operatoria. La competenza degli anestesisti-rianimatori aquilani è stata recentemente riconosciuta, a livello nazionale, per alcune tecniche anestesiologiche locoregionali utilizzate nell’ospedale del capoluogo regionale. Esperienza e innovazione che hanno portato di recente a pubblicare un manuale-guida (unico nel suo genere in Italia) che porta la firma dello stesso Marinangeli e del dottor Pierfrancesco Fusco.

