Allacci abusivi, denunciate tredici imprese

Nel mirino della Gran Sasso Acqua ditte impegnate nei cantieri. Utenti, i trucchi per pagare di meno
L’AQUILA. Tra i furbetti del terremoto anche imprese che lavorano alla ricostruzione post-sisma, oltre ai proprietari di alcuni immobili che, rientrati a casa dopo la ristrutturazione dell’edificio, continuano a utilizzare l’acqua da cantiere, pagandola un terzo rispetto alle normali tariffe o, addirittura, lasciando in sospeso le bollette. La Gran Sasso Acqua, società che gestisce la rete idrica nell’Aquilano, ha presentato, nell’ultimo anno, tredici denunce alla Procura, con una media di una al mese. E non è tutto. Sta provvedendo, grazie a un minuzioso controllo, al distacco di decine e decine di utenze da cantiere, richieste dalle ditte edili per effettuare i lavori di adeguamento e ristrutturazione post-sisma, che vengono poi lasciate in sospeso, provocando una marea di insolvenze. Bollette che non vengono saldate né dalle imprese, né dai proprietari degli immobili.
A tracciare il quadro della situazione è il presidente della Gsa, Fabrizio Ajraldi che conferma: «Nell’ultimo anno», spiega, «abbiamo inoltrato tredici denunce per allacci abusivi. Abbiamo avuto modo di riscontrare che alcune imprese, impegnate nei lavori post-sisma, si allacciano abusivamente alle condutture, pur avendo chiuso il contratto di fornitura per l’acqua da cantiere, magari per l’abbattimento delle polveri o per gli ultimi ritocchi. In alcuni casi, addirittura, ciò avviene mentre la fornitura è in essere, ma l’impresa si aggancia, con un bypass, direttamente alla condotta per limitare l’utilizzo dell’acqua da cantiere. Insomma, per non pagare».
«A queste verifiche abbiamo sommato quelle relative ai contatori dell’acqua da cantiere. Stiamo procedendo al distacco di decine e decine di utenze richieste dalle ditte che ristrutturano gli edifici», fa sapere Ajraldi. «Dopo la consegna degli immobili, i proprietari continuano a utilizzare l’acqua da cantiere, pagandola un terzo o non provvedendo neppure al saldo delle bollette, che restano intestate alle imprese, alcune delle quali addirittura falliscono o non sono più rintracciabili. La Gran Sasso Acqua registra insolvenze, su cui stiamo intervenendo con il distacco dell’utenza». Nell’ambito della manutenzione delle reti idriche, i letturisti e gli operai della Gsa si imbattono, spesso, in allacci abusivi: «Tubi», sottolinea Ajraldi, «collegati alla rete utilizzando un bypass che sottrae acqua e impedisce la reale lettura dei consumi».(m.p.)
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