Allarme cemento nel Parco della Maiella

17 Luglio 2018

L’ambientalista De Sanctis: «Si vuole approvare il nuovo piano, minacciato Quarto Santa Chiara»

CAMPO DI GIOVE. Nuove costruzioni e nuovi piani edilizi minerebbero il paesaggio incontaminato di Quarto Santa Chiara, uno degli altipiani maggiori dell’Abruzzo montano, tra Campo di Giove, Pescocostanzo e Palena, nel cuore del Parco nazionale della Maiella. L’allarme lo lancia la Stazione ornitologica abruzzese onlus (Soa), che diffida l’ente Parco, con sede a Sulmona, ad approvare nuove costruzioni e a dare il via libera a progetti urbanistici ed edilizi.
«Dopo le clamorose bocciature del ministero dell’Ambiente, il Parco insiste in direzione cemento, essendo intenzionato a riapprovare il piano del Parco», denuncia l’associazione presieduta da Augusto De Sanctis, «il Parco della Majella vuole infatti riapprovare il nuovo piano del Parco, nonostante sia già stato clamorosamente bocciato dal ministero dell’Ambiente che ha fermato reiteratamente una precedente delibera dallo stesso tenore a fine dicembre 2016. Un Piano che porterebbe nuovo e tanto cemento in uno dei luoghi più belli del Mediterraneo, quasi raddoppiando le aree D2 dove si può costruire secondo i desiderata dei Comuni, senza alcun vincolo dal Parco. Siamo venuti a conoscenza poche ore fa che, nonostante un anno e mezzo di lettere durissime dal ministero dell’Ambiente, il consiglio direttivo del Parco è stato nuovamente convocato per discutere l’adozione del nuovo piano del Parco, che è lo strumento operativo centrale di un’area protetta».
L’Altopiano di Quarto Santa Chiara è un altopiano molto caratteristico, con una lunghezza di circa 6 chilometri a quota 1.200 metri, mette in comunicazione il territorio di Campo di Giove con l’Altopiano del Quarto Grande nelle vicinanze di Pescocostanzo, a sua volta collegato all’Altopiano delle Cinquemiglia a sud-ovest. Sovrastato a nord dal Monte Porrara è raggiungibile anche da est salendo da Palena attraverso il Valico della Forchetta (1.276 metri). Fa parte degli Altipiani maggiori d’Abruzzo, ospita l’omonima riserva naturale ed è attraversato dalla Ferrovia Sulmona-Isernia, cioè la Transiberiana d’Italia.
«Le associazioni già nel 2016 avevamo sollevato critiche», aggiunge De Sanctis, «il Parco era comunque andato avanti incurante dei rilievi, adottando il Piano il 19 dicembre 2016». (f.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATAALLA.