Allarme cinghiali, stop ai fucili

Bloccati gli abbattimenti selettivi della polizia provinciale. Confagricoltura: «Finora solo annunci»
AVEZZANO. I danni causati dai cinghiali alle colture agricole, come emerge da un’indagine, sono aumentati in maniera esponenziale negli ultimi anni, generando dure reazioni da parte degli agricoltori.
Al fine di limitare le perdite di raccolto, su sollecitazione delle associazioni agricole, gli agenti della polizia provinciale, tra i cui compiti rientrava la vigilanza e il controllo della fauna selvatica, hanno operato degli abbattimenti selettivi degli ungulati.
Ma con la soppressione delle Province la polizia provinciale attende di conoscere le sue nuove mansioni. Così le operazioni di abbattimento hanno subìto una battuta d’arresto e i cinghiali possono scorrazzare liberamente per i campi, del Fucino e non solo.
I danni da essi arrecati alle colture stanno portando all’esasperazione le imprese agricole, tanto da indurre la Confagricoltura ad attaccare duramente la Regione. Per fronteggiare l’emergenza, rileva il presidente regionale dell’associazione, Concezio Gasbarro, polizia provinciale e ufficio faunistico della Provincia hanno predisposto un piano. «Ma esso è destinato a rimanere sulla carta», denuncia Gasbarro, «finché la Regione non deciderà quale fine debbano fare gli agenti della polizia provinciale, che tra giorni potrebbero dismettere la divisa e occuparsi di altro».
Confagricoltura ricorda che già a marzo il governo regionale era stato messo in guardia dalle conseguenze che l’azzeramento delle funzioni svolte dalla polizia provinciale avrebbe avuto sul controllo e la prevenzione dei danni degli animali selvatici alle coltivazioni. «In risposta», afferma il presidente Gasbarro, «abbiamo ricevuto solo annunci e rassicurazioni, ma di concreto non è stato fatto nulla. Siamo disgustati di questo teatrino politico di promesse mai mantenute».
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