Allarme degli avvocati, tribunale a rischio
Mancano magistrati e personale amministrativo. «Le attività giudiziarie potrebbero bloccarsi»
L’AQUILA. Adottare con la massima urgenza i provvedimenti necessari a scongiurare il blocco delle attività giudiziarie, a causa dei vuoti nell’organico dei magistrati. A denunciare la situazione è il presidente dell’Ordine degli avvocati dell’Aquila Carlo Peretti, in una nota inviata al Consiglio superiore della magistratura, al ministero della Giustizia, al Consiglio giudiziario della Corte d’Appello, ai presidenti e dirigenti di tribunale e Corte d’Appello. Peretti rileva, «con sempre maggiore preoccupazione, l’incessante riduzione del numero dei magistrati in servizio al tribunale dell’Aquila, in considerazione del pensionamento previsto per la fine dell’anno del dottor Giuseppe Grieco; del trasferimento presso il tribunale di Viterbo della dottoressa Maria Carmela Magarò; dell’attuale assenza per maternità della dottoressa Daria Lombardi; del posto rimasto vacante del dottor Giovanni Novelli; della richiesta della dottoressa Carla Ciofani di trasferimento alla Corte d’Appello». Tra l’altro, osserva ancora Peretti, «è ancora vacante il posto di presidente della Corte d’Appello, e ciò dal mese di dicembre dello scorso anno». Anche l’organico del personale amministrativo nelle cancellerie non vede un periodo particolarmente florido, anche perché non vi è stato alcun apporto da parte da altre pubbliche amministrazioni. In questo quadro, sostiene Peretti, è decisamente verosimile temere che possano verificarsi il fermo nella trattazione dei ruoli civili e penali, e la paralisi dell’attività giurisdizionale, «con la conseguenza che gli affari civili subiranno dei ritardi inconcepibili e inaccettabili nella loro definizione», mentre gli affari penali (con una moltitudine di reati di notevole importanza), sono a rischio prescrizione. Peretti ritiene «inammissibile e insostenibile» lo stato in cui versano gli uffici giudiziari aquilani, considerati anche i carichi di lavoro aggiuntivi legati ai ricorsi di cittadini extracomunitari contro i provvedimenti di diniego di protezione internazionale, che sfiorano quota 1500. Tutto questo, conclude, mentre si avvicina la data della riconsegna del secondo lotto dell’edificio dove ha sede il palazzo di giustizia, prevista per la fine dell’anno. (a.b.)
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