Allarme parassita nelle carni macellate di cinghiali e maiali

AVEZZANO. Quattro casi di trichinella riscontrati nelle carni di cinghiali abbattuti nella caccia e nei suini da allevamento. La presenza del parassita, che può provocare malattie anche gravi nell’uom...
AVEZZANO. Quattro casi di trichinella riscontrati nelle carni di cinghiali abbattuti nella caccia e nei suini da allevamento. La presenza del parassita, che può provocare malattie anche gravi nell’uomo, è emersa a seguito degli accurati controlli del Servizio veterinario di igiene degli alimenti di origine animale della Asl, diretto dalla dottoressa Francesca De Paulis. I controlli rientrano nell’azione di prevenzione messa in atto in concomitanza con la ripresa della caccia dopo la pausa dovuta all’emergenza Covid. Un caso è stato accertato all’Aquila, uno a Sulmona e due nella Marsica. La presenza della trichinella, in seguito alle analisi eseguite dal Laboratorio dell’Istituto zooprofilattico, è stata rinvenuta in un cinghiale catturato durante una battuta di caccia nell’Aquilano. È così scattata la procedura di sicurezza che ha permesso al personale del servizio della Asl di rintracciare rapidamente il cacciatore e le carni contaminate, disponendo la loro esclusione dal consumo umano e la conseguente distruzione. Un analogo caso è stato accertato nell’aera di Sulmona. Le verifiche del servizio della Asl hanno riguardato anche la Marsica dove la trichinella è stata trovata in due suini da allevamento. «Rispetto agli anni precedenti», dichiara la De Paulis, «sono dati piuttosto alti nel confronto col parametro nazionale, quindi è indispensabile intensificare i controlli. Grazie alla sensibilizzazione condotta sul territorio, oggi possiamo contare sulla collaborazione di cacciatori, associazioni di categoria ed enti preposti nel contrasto a questa malattia che in alcuni casi può avere conseguenze gravi per la salute. È fondamentale che si consumino carni e salumi provenienti da circuiti che sottopongono i loro prodotti a tutti i controlli igienico sanitari».

