Allarme per i call center

I sindacati: «Sono i più affollati». Controlli ai terminal bus per chi arriva da fuori
L’AQUILA. Sindacati in azione, per garantire la tutela della salute nei posti di lavoro e sollecitare procedure specifiche, da adottare soprattutto all’interno dei call center, dove decine di operatori lavorano quasi gomito a gomito. In servizio anche i volontari della Protezione civile, su invito del presidente della Regione Marco Marsilio, a presidiare terminal bus e stazione ferroviaria, per evitare gli “ingressi” dalle zone rosse di contagio. È stata una domenica di massima allerta, per fronteggiare l’emergenza coronavirus.
ALLARME CALL CENTER. Il dilagare del Covid-19 ha fatto scattare l’allarme tra i lavoratori dei call center, che in città occupano centinaia di persone. Meno problematica la situazione nelle fabbriche, in cui gli ampi spazi e le unità inferiori di personale rendono agevole l’applicazione delle misure contenute nei decreti governativi. I numeri parlano chiaro: per i 500 dipendenti di Comdata, i 210 di Distribuzione Italia e i 116 di Tecnocall, vanno prese disposizioni comuni e univoche. Per questo Uilcom-Uil, Slc-Cgil e Fistel-Cisl hanno scritto al prefetto, alla Asl, alla Protezione civile, alla Regione e al Comune: «Visto l’aggravarsi della situazione riguardo il Covid-19», si legge nella nota, «le scriventi organizzazioni sindacali dell'Aquila vi richiedono consulenza e disposizioni comportamentali nel settore call center, che nella provincia occupano centinaia di lavoratori. Riteniamo», dicono Piero Francazio della Uilcom-Uil, Marilena Scimia della Slc-Cgil e Antonio De Simone della Fistel-Cils, «che le disposizioni per questo settore potrebbero non essere sufficienti affinché si salvaguardi la salute dei lavoratori».
MASSIMA URGENZA. I tre sindacati chiedono la «massima urgenza, per evitare il verificarsi di spiacevoli e incontrollabili situazioni».
Al momento resta fuori, in quanto tutto il personale è in ferie forzate, il call center Customer 2 Care, ma poi le misure dovranno essere allargate ad altri 157 lavoratori. Si è rivolto alle istituzioni, ma anche alla dirigenza del gruppo Comdata, il coordinatore nazionale Cisal Comunicazione Venanzio Cretarola: «Si tratta probabilmente del luogo di lavoro», afferma a proposito del call center Comdata, «in cui quotidianamente si verifica il maggior assembramento di persone (oltre 500 unità) per diverse ore continuative, per 6 giorni a settimana. Chiediamo la garanzia assoluta di una sufficiente aerazione dei locali di lavoro, di riposo e ristoro, dei servizi sanitari, la sanificazione e sterilizzazione delle singole postazioni, la dislocazione degli operatori in postazioni che rispettino non solo la distanza minima tra le persone, prevista dal decreto, ma comunque la distanza massima possibile compatibile con le dimensioni dei locali».
CONTROLLI PROTEZIONE CIVILE. Anche in città ieri, dalle prime ore della mattina, sono scattati i controlli ai terminal dei bus e alla stazione ferroviaria, disposti nella notte dal presidente della Regione Marco Marsilio e affidati ai volontari della Protezione civile. Alla luce di quello che il governatore ha definito un «esodo biblico» dal Nord, le squadre locali della Protezione civile si sono messe al lavoro per “intercettare” gli arrivi, distribuire il decalogo dei comportamenti da tenere per il contenimento del virus e, soprattutto, invitare all’isolamento volontario quanti hanno fatto rientro dai territori delle zone rosse. Un’opera di informazione e sensibilizzazione, che fa affidamento sul buon senso, seppur tardivo, di chi si è messo in viaggio.
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