Allarme per i dipendenti della grande distribuzione

Frullo (Confsal): i datori di lavoro devono prendere provvedimenti importanti per la tutela degli operatori. No alla riduzione di orario, creerebbe più code
L’AQUILA. «Vanno tutelati anche gli operatori della grande distribuzione, che spesso si trovano a lavorare senza le necessarie garanzie di sicurezza».
L’allarme viene lanciato dal segretario generale della Confsal Fabio Frullo, nello stesso giorno in cui arriva la notizia della cassiera di un supermercato di Brescia morta per il Covid-19. Frullo sta raccogliendo le segnalazioni del personale nei vari punti vendita della città: «I lavoratori devono essere tutelati anche in tempo di guerra», afferma il segretario Confsal, «soprattutto quelli che assicurano l’approvvigionamento in questo periodo di emergenza. Inverosimilmente risulta, invece, che nella stragrande maggioranza della grande distribuzione gli operatori sono costretti a garantire la loro prestazione lavorativa in condizioni non sicure. Infatti, è certo che in molti centri d’acquisto non siano state predisposte tutte le misure di sicurezza obbligatorie per la tutela del personale e dell’utenza, come da specifico decreto governativo».
Frullo indica le misure da adottare: “Non potendo garantire sempre la distanza di un metro con e tra l’utenza, è necessario provvedere alla realizzazione di divisori in plexiglass presso le casse, all'apposizione delle strisce divisorie per favorire il distanziamento delle persone e dei cartelli informativi all’esterno e all’interno degli esercizi, alla sanificazione dei locali e degli arredi, con particolare riguardo ai carrelli (comunque si raccomanda ai clienti di usare i guanti)».
In questi giorni si sta valutando la riduzione degli orari di apertura dei supermercati: «Anche sugli orari ridotti», sottolinea Frullo, «andrebbe fatta una riflessione, in quanto la gente sarà meno “spalmata” e ci saranno più file e pochi controlli, che potrebbero potenzialmente aumentare la diffusione del virus». Secondo il segretario Confsal, per chi sta a contatto con la clientela quotidianamente sono necessari i tamponi: «Andrebbero previsti anche i tamponi», aggiunge Frullo, «almeno ogni settimana e per tutti i dipendenti e i dispositivi di protezione personale, come le mascherine, andrebbero date ad ogni turno e cambiate ogni 3 ore, perché poi, bagnandosi, non servono più a nulla e non proteggono più».
Per Frullo si dovrebbe incentivare anche l’acquisto intelligente: «on puoi venire oggi per un etto di prosciutto e dopo due ore per un pezzo kg di pane. Una condizione che mette a serio rischio i lavoratori della grande distribuzione che invece, per il ruolo fondamentale che stanno svolgendo in questi giorni, meriterebbero più attenzione e protezione da parte dei datori di lavoro. Per questi motivi, ai nostri delegati sui posti di lavoro, sono state inviate comunicazioni per metterci in grado di segnalare tutte le inadempienze dei datori di lavoro in termini di sicurezza, soprattutto in un momento di assoluta emergenza come quello che stiamo vivendo».
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