Alle imprese 60 giorni in più per finire i lavori
Il sindaco e l’assessore Fabrizi: «Giusto prorogare i termini visto lo stop per la pandemia»
L’AQUILA. Le imprese impegnate nella ricostruzione avranno ulteriori 60 giorni di tempo, rispetto alla scadenza contrattuale e ai differimenti già previsti, per completare i lavori. Lo rendono noto il sindaco Pierluigi Biondi e l’assessore Vittorio Fabrizi, in seguito alla circolare firmata dal dirigente del settore, Roberto Evangelisti, e che sarà pubblicata sul sito Internet del Comune.
Di fatto, i giorni di proroga diventano 114, in quanto nel provvedimento viene richiamata la circolare dello scorso 13 marzo, nella quale veniva previsto che l’arco di tempo intercorrente tra l’11 marzo e il termine dell’emergenza causata dal coronavirus Covid-19 sarebbe stato considerato come proroga per conclusione dei lavori di ricostruzione privata post-sisma 2009.
Nella circolare, infatti, viene precisato che il periodo di 54 giorni, e cioè quello compreso tra l’11 marzo e il 4 maggio (data in cui è stato consentito ai cantieri di riprendere l’attività) costituiscono proroga motivata e non saranno conteggiati nel calcolo del tempo utile per l’ultimazione dei lavori e per l’applicazione delle penali previste dalla normativa della ricostruzione. A questi 54 giorni, come detto, si aggiungono i 60 stabiliti nel dispositivo del provvedimento di oggi.
La circolare, inoltre, prevede gli obblighi di comunicare al Comune la riapertura del cantiere entro tre giorni dal riavvio dei lavori e di inoltrare al settore Ricostruzione privata centro e frazioni il nuovo cronoprogramma “anche per consentire il monitoraggio dell’andamento della ricostruzione”.
«Era indispensabile andare incontro alle esigenze delle imprese», hanno commentato il sindaco Biondi e l’assessore Fabrizi, «e ringraziamo l’architetto Evangelisti per aver dato concretezza a un proposito molto importante. Il riavvio dei cantieri è stato certamente condizionato dagli obblighi e dai protocolli di sicurezza previsti dal decreto del 26 aprile e dalla successiva ordinanza sindacale del 30 aprile , integrata con l’addendum del 4 maggio. Provvedimenti che dovevano essere presi a tutela della salute dei singoli e della collettività. D’altro canto, si è trattato di imposizioni onerose sotto vari profili per le imprese ed era pertanto più che giusto concedere delle proroghe sostanziali per il termine dei lavori di ricostruzione post-sisma che erano in corso al momento del blocco delle attività edilizie per l’epidemia in corso».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

