«Alle imprese agricole i soldi della centrale»
AVEZZANO. I 100 milioni di euro, che non è più possibile ottenere per la realizzazione della centrale a biomasse della Powercrop, non verranno perduti se solo la società rinunciasse esplicitamente,...
AVEZZANO. I 100 milioni di euro, che non è più possibile ottenere per la realizzazione della centrale a biomasse della Powercrop, non verranno perduti se solo la società rinunciasse esplicitamente, da subito, alla realizzazione dell’inceneritore. Lo sostiene l’Unione provinciale agricoltori (Confagricoltura) ritenendo che i fondi possono essere utilizzati per soddisfare le esigenze di innovazione delle imprese del Fucino. La richiesta, inviata al Governo, parte dal direttore Stefano Fabrizi all’indomani della decisione della Powercrop di rinunciare alla sospensiva davanti al Tar contro il provvedimento di diniego dell’autorizzazione da parte della Regione Abruzzo, per la costruzione della centrale a biomasse, a Borgo Incile. «Siamo ottimisti, ma aspettiamo la rinuncia ufficiale», ha commentato Fabrizi. «Questo inceneritore avrebbe procurato danni immensi all’imprenditoria agricola del Fucino», ha specificato, «e per questo gli agricoltori non vogliono progetti che fanno scempio del territorio, ma investimenti strategici». Cento milioni, in pratica, per risolvere le criticità legate ai consumi idrici e ai rischi idrogeologici: «Con quei cento milioni», spiega Fabrizi, «sarà possibile realizzare impianti di irrigazione collettivi e sistemi che impediscano gli allagamenti, oltre che al migliorare la messa in sicurezza di strade e canali». Ma c’è di più. Secondo Fabrizi, infatti, con il finanziamento milionario «si soddisferà anche un ambizioso piano di rilancio occupazionale che prevede la ricollocazione delle maestranze dell’ex zuccherificio di Celano». La richiesta potrebbe aver fatto breccia a livello regionale. «Siamo soddisfatti», scrive Fabrizi, «perché il vicepresidente della giunta regionale d’Abruzzo, Giovanni Lolli, nel corso dell’ultimo consiglio regionale del 12 luglio scorso sembra aver accolto il nostro suggerimento». (d.p.)
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