Alloggi di via Angeletti ancora inagibili

7 Novembre 2016

L’Ater non ha i fondi per ristrutturare i 31 appartamenti che versano in stato di totale abbandono

SULMONA. Erbacce e arbusti dove prima c’erano i posti auto asfaltati, parcheggio con la terra al posto della pavimentazione, cancelli e ringhiere arrugginite, finestre in alcuni casi aperte e in altri con vetri rotti, calcinacci vecchi e nuovi che si sovrappongono sul piazzale. Il tempo sembra essersi fermato all’aprile del 2009 nel cortile delle case popolari di via Angeletti. Nulla è stato fatto per sistemare le 31 case popolari a due passi da Porta Napoli, danneggiate dal sisma. Un numero importante per una realtà come quella sulmonese, dove l’emergenza abitativa è scritta da anni sui bandi che restano su carta per l’assenza di alloggi liberi. Eppure, da sette anni a questa parte e dopo tre terremoti, gli appartamenti di via Angeletti continuano ad essere chiusi e inagibili. In questi anni non si è trovata una soluzione per un complesso popolare che si trova a pochi passi da corso Ovidio. Anche se le finestre aperte con tanto di tende in alcuni appartamenti fanno pensare a qualche occupazione abusiva. Per sistemare gli appartamenti occorrerebbero circa tre milioni di euro, che l’Ater non ha e che la Regione non stanzia. Tanto che si pensa ora ad un project financing tra Comune, Ater e qualche imprenditore ancora interessato alle palazzine prima che vengano giù. «Ricostruendole in toto», spiega Giulio Di Tommaso dell’Ater, «si potrebbero aumentare le cubature e quindi il complesso potrebbe essere appetibile anche per gli imprenditori». A sei mesi dall’ordinanza di sgombero le 23 famiglie residenti in via Angeletti si erano viste assegnare nuove case (17 in viale delle Metamorfosi e altre 6 tra via XXV Aprile e via Stazione di Introdacqua). In realtà gli appartamenti popolari sono stati sgombrati a maggio del 2009 per problemi di staticità che il terremoto aveva solo finito di peggiorare. Infatti le due palazzine, costruite nel 1957, non risultano danneggiate dal sisma del sei aprile. Già dal 2007, infatti, una relazione del Cnr comprovò problemi di staticità che ovviamente si sono aggravati in seguito alla scossa di sette anni fa. Nel giugno di quello stesso anno i 31 appartamenti, 27 dei quali abitati, avrebbero dovuto essere ristrutturati. Ma i lavori non sono mai partiti.

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