Alloggi per gli universitari, è emergenza

12 Agosto 2022

Lo Stato rivuole la caserma Campomizzi che ospita la Casa dello studente. E l’Adsu non pubblica il bando per gli iscritti

L’AQUILA. È emergenza alloggi per gli iscritti all’Università dell’Aquila: al momento la città non ha una Casa dello studente per il prossimo anno accademico. Lo Stato intende riprendersi infatti la sede attuale, la caserma Campomizzi che ogni anno ospita tra gli 80 e i 300 ragazzi.
La parola “emergenza” la usa la stessa Eliana Morgante, presidente dell’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) dell’Aquila che quest’anno ha deciso, per ora, di non pubblicare il bando per l’assegnazione dei posti letto agli iscritti all’ateneo, che solitamente arriva intorno alla metà di luglio. «Entro febbraio 2023 dobbiamo riconsegnare la caserma Campomizzi al ministero della Difesa, quindi per serietà abbiamo deciso di non indicare un numero di posti letto disponibili», spiega Morgante, aggiungendo: «Abbiamo però avviato una interlocuzione con il ministero per ottenere una proroga nell’uso della caserma fino a luglio 2023. Questo ci permetterebbe di risolvere temporaneamente l’emergenza, aprendo anche per quest’anno le porte della Campomizzi agli studenti e scampando alla perdita di residenzialità all’Aquila degli universitari. Se la proroga sarà accordata, allora pubblicheremo il bando. Siamo fiduciosi di poterlo fare entro la fine di settembre».
Nel frattempo, però, il 24 agosto l’Adsu incontrerà l’Ater – l’Azienda territoriale edilizia residenziale – per trovare insieme una soluzione per l’anno accademico 2023-2024. «Sarà un incontro tecnico molto importante, nel quale saranno verificate le disponibilità di immobili da parte dell’Ater e incrociate con le esigenze dell’Adsu. Sarà anche stilato un documento per convincere il ministero ad accordare una proroga fino a luglio 2023 per la Campomizzi, superando quelle diffidenze che l’Adsu si è attirato in passato non rispettando le sue promesse». Quindi ancora: «Per il documento, importante è il lavoro svolto anche dall’assessorato regionale guidato da Pietro Quaresimale con i suoi tecnici e dall’Università dell’Aquila. Conterrà infatti un cronoprogramma con l’obiettivo di ricostruire una casa dello studente e risolvere definitivamente il problema. Il momento è cruciale». (l.t.)