Alloggia: i due cippi romani vanno tutelati

L’AQUILA. I preziosi bassorilievi su due cippi di epoca romana, conservati finora nel territorio di Paganica, rischiano di scomparire. A lanciare l’allarme, rivolto soprattutto alla Soprintendenza, è...
L’AQUILA. I preziosi bassorilievi su due cippi di epoca romana, conservati finora nel territorio di Paganica, rischiano di scomparire. A lanciare l’allarme, rivolto soprattutto alla Soprintendenza, è lo storico e abitante del territorio, Raffaele Alloggia. «Al bordo della strada, sui lati del cancello d’ingresso laterale della villa comunale di Paganica, in via del Rio, sono posti due antichi cippi in bassorilievo della Roma imperiale, uno è il “Curtiliano” (I secolo dopo Cristo) dedicato a Caio Curtilio Faustino, della tribù Quirina cavaliere della prima corte pretoriana, e l’altro è il cippo di “Festus” (dello stesso periodo), il quale rappresenta una scena di vita contadina, dedicato al console Tito Cesio Frontone, appartenente a una ricca famiglia terriera», spiega in una nota Alloggia. «Via del Rio, fino ai primi anni ’70 del secolo scorso, era una stradina che consentiva il traffico ai carri agricoli e costeggiava il canale d’acqua detto della Cona (lungo il quale le donne lavavano i panni), che dalla sorgente di San Giuseppe in prossimità di località Fontanelle, attraversava da ovest a est il paese, in direzione San Gregorio. Il canale lambiva le abitazioni del centro storico alla base del paese». In concomitanza dei lavori per il traforo del Gran Sasso, in diverse sorgenti del territorio si abbassò il livello delle falde acquifere tra le quali anche quella di San Giuseppe. «Così a seguito della possente urbanizzazione di quel periodo, il canale della Cona, che era a cielo aperto e che annualmente veniva ripulito dai detriti, fu coperto per tutto il tratto abitato, oltre due chilometri, lungo i quali furono installate numerose caditoie che ancora oggi continuano a raccogliere acqua piovana, detriti, cicche di sigarette, cartacce, che si depositano nel canale», continua lo storico. «Via del Rio oggi è una strada molto trafficata, poiché ci sono diversi insediamenti. Motivo questo per cui credo che i due cippi debbano essere salvaguardati dalla Soprintendenza, in quanto lo smog, gli agenti atmosferici, il sale per il gelo durante il periodo invernale, i licheni e il muschio stanno vistosamente deteriorando i bassorilievi. Abbiamo il dovere di tramandare alle future generazioni, tutto ciò che racconta la storia del nostro territorio». (m.c.)
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