Alluvioni, ora scatta l’allarme: «Il Raiale è ostruito dai tronchi»

24 Settembre 2022

Lo lancia Galletti dell’Asbuc di San Gregorio e Paganica, che scrive a Comune, Provincia e prefettura: «Esiste un reale e drammatico pericolo che incombe sull’abitato. Servono interventi immediati»

L’AQUILA. «Il torrente Raiale è ostruito dai tronchi». È, questo, l’allarme lanciato dall’Asbuc di Paganica e San Gregorio che, senza utilizzare mezzi termini, parla di «reale e drammatico pericolo che incombe sull’abitato di Paganica».
Lo fa in una lettera, corredata da foto che documentano il pericolo, inviata al Comune dell’Aquila, alla Provincia e alla prefettura, chiedendo «interventi immediati». La paura è quella per alluvioni, mentre negli occhi di tutti scorrono le immagini della tragedia delle Marche. La segnalazione di pericolo, con contestuale richiesta di immediato intervento, è stata infatti inviata «alla luce dei recenti fatti accaduti nella regione Marche e visti i numerosi fatti di cronaca legati agli avversi fenomeni atmosferici sempre più violenti e dannosi per le attività antropiche».
Spiega Fernando Galletti, presidente dell’Amministrazione separata degli usi civici delle due frazioni aquilane, nella missiva: «L’alveo del torrente Raiale, nel tratto tra Paganica ed Assergi, risulta ingombro di numerosi tronchi di alberature cadute al suolo, o ancora pericolanti, arbusti e altro, e necessita di urgente ed appropriato intervento di manutenzione, bonifica e sgombero del legname». L'allarme è quindi per il tratto che attraversa la Valle del Vasto, Assergi e Camarda e la località di Valleverde e della Madonna d’Appari, sino alla zona detta Pontignone e la popolosa frazione di Paganica ad est della città dell’Aquila.
Continua Galletti sulle condizioni del torrente Raiale e del suo alveo: «Questo lungo tratto del torrente, a nostra memoria non è mai stato oggetto di manutenzione, se non nella misura del piccolo volontariato locale. Precisiamo che la nostra Asbuc, per quanto riguarda il tratto che va dal Santuario della Madonna d’Appari fino all’altezza dell’abitato di Paganica e zona cimitero (circa 800 metri), provvede periodicamente, per quanto nelle nostre piccole possibilità, alla manutenzione e pulitura dell’alveo, ma non siamo né competenti, né economicamente e materialmente abilitati a farci carico dei lavori necessari per mettere l’area in sicurezza».
Quindi ancora il presidente dell’Asbuc Galletti, nella frase conclusiva della missiva per Comune, Provincia e prefettura, che dà la misura di quanto l’appello sia sentito nella frazione di Paganica: «Restando a disposizione, invitiamo le autorità vostre a compiere un sopralluogo di verifica di quanto da noi esposto nella presente nota, e per una più chiara valutazione sul campo del reale e drammatico pericolo che incombe sull’abitato di Paganica».
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