Alpini e amici dello sport per l’ultimo saluto a Mauro

7 Settembre 2021

Gremita la chiesa di San Silvestro: «Il suo valore apprezzato in patria e all’estero»  Il colonnello Nebiolo dona il cappello al papà del 32enne morto nell’incidente 

L’AQUILA. Era la chiesa in cui si sarebbe dovuto sposare. E invece di un momento di gioia, ieri San Silvestro ha ospitato i funerali di Mauro Mannucci, il 32enne aquilano morto giovedì in un drammatico incidente stradale. Mannucci, militare del 9° Reggimento alpini dell’Aquila, è deceduto sul colpo nell’urto con una vettura che, svoltando dalla statale 80 in direzione Pizzoli, gli ha tagliato la strada. Un impatto violentissimo. E per Mauro, appassionato ciclista, non c’è stato niente da fare. Accompagnato dai picchetti del Reggimento alpini e dell’Ana Abruzzo, preceduto da una giovane in divisa che portava il suo cappello di alpino, circondato da tanti fiori e dalla corona inviata dal Capo di stato maggiore dell’Esercito, e con la maglia della Gran Sasso rugby poggiata sulla bara, Mauro Mannucci è arrivato in chiesa accompagnato dal lunghissimo applauso delle moltissime persone che sono arrivate per l’ultimo saluto. Molte altre persone sono dovute rimanere fuori dalla chiesa mentre all’interno il cappellano militare don Claudio Ricciuti ricordava «quel giovane uomo che aveva fatto della responsabilità e della solidarietà lo scopo della sua vita».
Al termine della messa, ha preso la parola il tenente colonnello Maurizio Nebiolo, comandante del Battaglione Vicenza, in sostituzione del colonnello Gianmarco Laurencig, comandate del 9° Reggimento alpini, impegnato in Kosovo. «Mauro era un alpino esemplare», ha detto Nebiolo alla folla commossa, «un vero alpino. Ed è stato un grande privilegio lavorare con lui e apprezzare il suo valore in tutti gli interventi che gli alpini hanno portato avanti, sia in patria che fuori dei confini dell’Italia». La funzione religiosa è stata scandita dal suono della tromba e dal coro che al termine della cerimonia ha intonato il Signore delle cime.
Dopo il suo intervento, Nebiolo ha donato il cappello alpino al padre di Mauro, Giuseppe Mannucci, che lo ha sollevato per mostrarlo a tutti. Poco prima, in chiusura del suo intervento e rivolgendosi direttamente a Mauro, Nebiolo aveva detto «noi siamo quello che facciamo». (r.p.)
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