Alto Aterno, strage di bovini al pascolo

29 Settembre 2017

MONTEREALE. Una manza di due anni letteralmente sbranata in una notte. Un vitello di 12 mesi azzannato nella parte posteriore e morto in seguito alle infezioni nonostante i tentativi di salvarlo da...

MONTEREALE. Una manza di due anni letteralmente sbranata in una notte. Un vitello di 12 mesi azzannato nella parte posteriore e morto in seguito alle infezioni nonostante i tentativi di salvarlo da parte dei veterinari.
Sono soltanto due dei ripetuti casi di aggressione ai bovini al pascolo brado che gli allevatori dell’Alta Valle dell’Aterno attribuiscono ai lupi. Episodi seriali che, a partire dalla scorsa estate, hanno destato preoccupazione tra gli imprenditori agricoli della zona. A un allevatore sono stati uccisi undici capi in un colpo solo.
I danneggiati, che vogliono organizzarsi per costituirsi in comitato e investire, così, ufficialmente del problema le associazioni di categoria, hanno grosse difficoltà nel vedersi riconosciuti i risarcimenti.
Gli episodi sono avvenuti sia nelle zone all’interno del territorio del Parco nazionale Gran Sasso-Monti della Laga sia all’esterno. Una delle aree più colpite è quella tra Monte Castiglione e Monte Mozzano. «Il problema è serio», spiegano alcuni allevatori. «Nel mirino ci sono non soltanto i vitelli, ma anche i bovini adulti. I danni alle nostre attività sono enormi. Chiediamo che vengano effettuati dei controlli, perché il fenomeno non può essere più considerato sporadico e neppure fisiologico. Per non parlare, poi, dei rimborsi che arrivano in ritardo, con differente trattamento tra zone Parco ed extra Parco. Le procedure sono farraginose: bisogna dimostrare che si tratta di aggressioni causate dai lupi. Ma spesso non restano neppure le carcasse degli animali».(e.n.)
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