Alto Sangro, i sindaci in coro: non vogliamo altri migranti

26 Marzo 2017

CASTEL DI SANGRO. «No all’arrivo di altri migranti». È la sintesi di quanto hanno deciso i sindaci dei Comuni dell’Alto Sangro, che hanno confermato la disponibilità a occuparsi del tema dell’accogli...

CASTEL DI SANGRO. «No all’arrivo di altri migranti». È la sintesi di quanto hanno deciso i sindaci dei Comuni dell’Alto Sangro, che hanno confermato la disponibilità a occuparsi del tema dell’accoglienza ma hanno bloccato l’arrivo di altri profughi attraverso l’adozione del piano Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Nella sala consiliare del palazzo municipale di Castel di Sangro, su invito del sindaco Angelo Caruso, si sono riuniti i primi cittadini dei Comuni di Alfedena, Pescocostanzo, Roccapia, Roccaraso, Pescasseroli, Villetta Barrea, Opi, Ateleta, Civitella Alfedena, Scontrone e Rivisondoli proprio per dire no al piano ministeriale che prevede, per ogni Comune aderente al progetto, l’accoglienza di 2,5 migranti ogni mille abitanti. «L’applicazione di un centro Sprar per ogni singola municipalità», spiega Caruso, «è da ritenersi impraticabile, proprio per la ridotta capacità demografica di gran parte dei comuni dell’Alto Sangro, tenuto conto del rapporto abitante-migrante previsto. Riteniamo di esprimere una certa manifestazione di interesse per l’istituzione di uno Sprar territoriale da articolarsi in una o due sedi e ciò in relazione alla conformazione e rapporto demografico del territorio». I sindaci hanno sottolineato, inoltre, l’eccessiva presenza di migranti nel territorio dell’Alto Sangro, rilevando in particolare «una massiccia concentrazione di essi in alcune comunità di piccola densità demografica». (m.lav.)

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