Altri 144 braccianti nei campi del Fucino

28 Aprile 2021

Atterraggio oggi a Pescara dei migranti dal Marocco: saranno isolati dagli altri operai, ma lavoreranno

AVEZZANO. È atteso oggi all’aeroporto di Pescara l’arrivo di 144 migranti per sbloccare l’emergenza manodopera in agricoltura.
Anche Cia Agricoltori italiani ha aderito all’iniziativa del noleggio di voli charter dal Marocco e dopo i primi 189 lavoratori già destinati alle aziende agricole del Fucino e del Veneto, oggi ne atterreranno dunque altri 144. Quest’ultimi si aggiungono ai 142 braccianti marocchini (di cui 81 destinati al Fucino) arrivati il 19 aprile scorso grazie ad un charter organizzato da Coldiretti in collaborazione con l’ambasciata italiana in Marocco e ai 175 lavoratori stagionali arrivati la settimana scorsa con un volo organizzato da Confagricoltura. Per salvare la stagione di raccolta sui campi della Penisola, Cia-Agricoltori italiani propone la cosiddetta quarantena attiva sul modello della Germania e successivamente acquisita anche in altri Paesi europei.
Una misura basata sul lavorare e vivere distanziati dagli altri operai nel periodo di isolamento dopo l’arrivo in Italia, che nel nostro Paese riguarderebbe circa 100 mila lavoratori comunitari. «Si tratta di stagionali provenienti quasi tutti da Romania e Bulgaria», spiega in una nota Cia- Agricoltori italiani, «reclutati abitualmente dalle aziende italiane che quest’anno rischiano di scegliere i lander tedeschi.
Questa è la misura più efficace, insieme al rinnovo urgente dei permessi di soggiorno in scadenza il 30 aprile per i lavoratori extra-comunitari regolari, arrivati grazie ai passati decreti flussi. Lo scorso autunno il protocollo di quarantena attiva ha già dato buoni risultati nelle Province autonome di Trento e Bolzano, che hanno salvato il raccolto delle mele, facendo lavorare sui campi squadre di ragazzi dell’Est Europa separate dagli altri italiani, senza contatti con la comunità locale per 14 giorni. La soluzione è obbligata», prosegue l’associazione di categoria, «perché nessun italiano nelle liste di disoccupazione raccoglie gli inviti dei produttori e una quarantena vera, pagati senza lavorare, non è sostenibile. Diverso il problema per il lavoro agricolo degli extracomunitari regolari che hanno bisogno del rinnovo del permesso di soggiorno». I braccianti stranieri si occuperanno, insieme ad altri connazionali e operai specializzati, della semina di patate, finocchi e carote nella Piana del Fucino fino ad arrivare alla coltivazione del tabacco e dei pomodori e alla raccolta di meloni, zucche e zucchine per altri territori. A causa del Covid e la conseguente sospensione dei collegamenti aerei, il ritorno in Italia di molti operai era diventato impossibile. Oltre ad assicurare il rientro dei braccianti, le associazioni di categoria si sono impegnate anche per la somministrazione dei tamponi così come previsto dalle ultime normative ministeriali. (f.d.m.)
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